La madre dei fratelli Bianchi sulla morte di Willy: lui in prima pagina, manco fosse morta la regina

lunedì 20 Settembre 9:07 - di Francesco Severini
fratelli Bianchi

Ancora intercettazioni sui fratelli Bianchi, in carcere per l’omicidio brutale di Willy Monteiro. Dopo le intercettazioni che riguardano la fidanzata di Gabriele, gelosa delle ammiratrici che gli scrivono in carcere, Repubblica ci fa sapere il commento della madre dei fratelli imputati sulla morte del povero Willy. Di qualche giorno fa la notizia che i due fratelli si sono lamentati del trattamento subito in carcere: “Ci sputano nel piatto, ci trattano da infami”.

Dunque, se la fidanzata soffre di gelosia e insieme al suo partner in galera si preoccupa del nome da dare al figlio (non Aureliano , come il protagonista di Gomorra ma neanche Leonardo, giudicato dal Bianchi un nome da “rammollito”) la mamma è stupita del clamore sollevato dalla morte di Willy. Addirittura quella morte straziante secondo lei non meritava di finire in prima pagina: “L’hanno messo in prima pagina manco se fosse morta la regina”. Simonetta Di Tullio, la madre dei fratelli Marco e Gabriele Bianchi – ricorda Repubblica – “non ha mai parlato dopo il dramma, non ha mai scritto ai genitori di Willy Monteiro Duarte ed è finita insieme al marito con un avviso di garanzia per aver percepito il Reddito di cittadinanza senza averne diritto”.

La donna – continua Repubblica – sembra angosciata soprattutto per il figlio Marco, che non ha reagito bene al carcere come Gabriele. E a quest’ ultimo non nasconde il dolore che ha provato quando è andata a fargli visita: «A momento mi moro (muoio)». Tra i problemi principali per Simonetta Di Tullio sembra appunto esserci quello che i più non hanno fatto quadrato attorno alla sua famiglia. E scarseggiano pure i soldi. «Non ci sta più nessuno – dice a Gabriele – ti hanno abbandonato tutti amore mio! Si tenemo venne (ci dobbiamo vendere) le macchine, tutto perché non c’è rimasto più niente». Sembra sia lei a farsi carico della situazione. Il marito non ce la fa: Quel poraccio di padrito ( tuo padre) quello te lo dico non tiene coraggio a venì né qua, né da ti e né da.. sennò gli piglia l’infarto”.

Il processo per la morte di Willy è in corso. Oltre ai due fratelli Bianchi sono imputati Mario Pincarelli e Franceso Bellegia (quest’ultimo ai domiciliari). I testimoni hanno confermato il brutale pestaggio di cui i fratelli Bianchi sono stati protagonisti. E hanno anche raccontato della loro condotta violenta, e che erano temuti per la facilità con cui aggredivano i malcapitati che anche solo osassero guardarli.

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