Ilda Boccassini indagata per abuso d’ufficio per l’incidente mortale provocato dalla figlia

giovedì 9 Settembre 9:47 - di Davide Ventola
Ilda Boccassini

Ilda Boccassini, pm simbolo della Procura di Milano, è indagata per abuso d’ufficio assieme all’ex compagno, il pm milanese Alberto Nobili e il comandante della Polizia locale di Milano Marco Ciacci.

L’inchiesta è partita alcuni mesi fa dopo un esposto-denuncia dell’ex comandante dei vigili di Milano Antonio Barbato, candidato oggi per la Lega di Matteo Salvini a Milano. Tuttavia, la notizia è emersa solo in questi giorni, dopo la richiesta di archiviazione del pm.

I fatti risalgono al 3 ottobre 2018, allorché Alice Nobili, figlia di Ilda Boccassini e dell’attuale capo dell’antiterrorismo, investì con lo scooter sulle strisce il medico Luca Voltolin, 61 anni, che morì qualche giorno dopo in ospedale. I sindacati dei vigili sollevarono subito il caso. In un comunicato, denunciarono la singolarità del fatto che sul posto sarebbe accorso con la massima urgenza il comandante in persona della Polizia Locale di Milano (Ciacci). Il quale avrebbe poi chiesto l’arrivo di due pattuglia con la massima velocità.

La figlia di Ilda Boccassini, condannata a 9 mesi per omicidio stradale

Per quella morte, la figlia di Ilda Boccassini è stata condannata a 9 mesi di reclusione per omicidio stradale più un risarcimento in denaro, di cui non è noto l’ammontare a causa della presenza di una clausola di riservatezza siglata tra le parti, destinato ai familiari della vittima.

Niente alcol e il capo dei vigili sul posto in modo singolare

Riporta il Fatto quotidiano che in alcune chat agli atti dell’inchiesta, uno dei vigili scrive: “L’alcol test non l’hanno fatto. Il comandante è andato sul posto, io ho rilevato anche tripli mortali e non ho mai visto un comandante sul posto”. E quindi le domande sono rimaste le stesse.

Perché la figlia di Ilda Boccassini non fu sottoposta ad alcol test? E come mai il capo dei vigili urbani in persona, si recò sul posto? 
Domande senza risposta. Di certo, il pubblico ministero non ha individuato alcun abuso di ufficio. Dopo l’incidente, “non sarebbe stato eseguito l’alcol test, cosa che di norma, anche se non obbligatorio, in incidenti del genere andrebbe fatto“.

Il capo dei vigili, Ciacci ha spiegato che era passato di lì per caso. Quindi, il 3 settembre il pm ha chiesto l’archiviazione. Ora spetterà al Gip valutare se le prove messe agli atti in questi mesi sono sufficienti per ottenere l’archiviazione o se sarà necessario un supplemento di indagini.


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