Fuoco amico sulla leadership di Conte: nasce Partecipazione Attiva, il partito degli ex M5S

giovedì 2 Settembre 15:49 - di Chiara Volpi
Conte M5S

Acque agitate quelle in cui naviga Giuseppe Conte alla vigilia del battesimo del nuovo progetto politico degli ex M5S, fissato per domani, 3 settembre. Un riassetto che nasce sulle ceneri del #MovExit, nato (guarda caso) il 10 agosto, nella “notte delle stelle cadenti”, la manifestazione promossa da decine di militanti e rappresentanti nelle Istituzioni, per solennizzare, a suon di cancellazione dell’iscrizione, lo strappo con il Movimento fondato da Grillo. Se si tratterà di una ennesima metamorfosi cavalcata da un nutrito numero di iscritti delusi fuoriusciti. O di un rimpasto funzionale a una ricollocazione che sia in netta contrapposizione con l’ala governista dei 5S, è ancora presto per dirlo. Le uniche certezze, al momento, sono che il nuovo partito si chiamerà Partecipazione Attiva. Ha già votato l’atto costitutivo del suo Statuto. Il suo logo, presentato in un’assemblea che ha dato via al nuovo soggetto, verrà presentato ufficialmente domani. E, soprattutto, che a loro guarda con interesse Davide Casaleggio. Che, comunque, per ora resta silente alla finestra...

Altri guai per Conte: nasce il partito dei delusi del M5S

Il panorama, del resto, mostra il corpo di un M5S in disfacimento e dimezzato. E che ora, deciso al restyling punta a inglobare la componente L’Alternativa c’è, che proprio nei prossimi giorni proverà a istituzionalizzare in un gruppo alla Camera la sua presenza parlamentare. I due percorsi al momento sono separati, ma paralleli, con prove di dialogo in corso. Una discussione al momento animata soprattutto dalla consigliera regionale del Lazio Francesca De Vito, chiamata a radunare attivisti e portavoce delusi. E a incollare i cocci di una diaspora perennemente in corso. Proprio nei giorni scorsi, in Emilia Romagna per esempio, si è consumata una nuova diaspora all’interno del M5S: 37 tra attivisti, consiglieri ed ex consiglieri hanno annunciato il loro addio al Movimento guidato da Giuseppe Conte.

Il nodo dolente delle candidature a Milano, Napoli e in Calabria

«Gran parte delle ultime scelte politiche oltre all’allontanamento totale dalle nostre battaglie originali, stanno provocando in migliaia di attivisti e milioni di elettori un sentimento di dolore e tradimento», scriveva qualche giorno fa sui social la De Vito. Annunciando il punto sulla nuova iniziativa politica. Nel mirino, soprattutto programmi e candidature in vista per i prossimi appuntamenti con le urne. Rispetto alle quali l’ex grillina, tra i protagonisti della nuova formazioni di esulti pentastellati, togliendosi qualche sassolino dalla scarpa ha dichiarato: «Tutte le decisioni calate dall’alto, compreso il nome della candidata a Milano, Napoli e in Calabria, senza il rispetto della votazione effettuata dagli iscritti, non sono accettabili. Quanto il nuovo “presidente” si accinge a fare adesso sui territori – attacca la consigliera ex M5S – è decisamente fuori tempo massimo».

De Vito su Conte e M5S: «Siamo inghiottiti inesorabilmente nelle fauci del Pd»

Non solo, la De Vito incalza e aggiunge: «Siamo finiti bolliti come la rana. Sciolti e inghiottiti inesorabilmente nelle fauci del Pd. Ormai ciò che era un sogno si è frantumato davanti ai personalismi ed alla volontà di creare un “partito” dove c’era un progetto sociale prima che politico, che metteva i cittadini al vertice di una piramide rovesciata». E promette: «Ora tutta questa rabbia va convogliata in un processo democratico dove i principi ed i programmi che ci avevano resi “diversi” tornino ad essere rispettati». Una dichiarazione d’intenti, quella della De Vito, nuovamente confermata sulla propria pagina Facebook, dove si legge: «La strada del Movimento2050 non mi appartiene ma questo non significa abbandonare gli obiettivi e le promesse fatte in campagna elettorale. Rifiuto e vado avanti con le stelle nel cuore ma non più sulla bandiera»

E per Conte si mette sempre peggio…

E ora per Conte si mette davvero male, circondato da avversari esterni. Sfidato da ex attivisti e alla guida di un partito fiaccato al suo interno e debole sul territorio. Premesse che preconizzano la bocciatura sul campo ai prossimi esami elettorali. E il balletto delle candidature, tra rinunce dove c’è la certezza di andare verso una disfatta e sondaggi che ne certificano l’eventualità, non fa che confermare quanto sia accidentato e minato il terreno su cui Conte sta camminando, sempre più avventurosamente...

 

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