Foibe, il sindaco di Siena si scusa per le parole di Montanari: «Non ci rappresentano»

mercoledì 1 Settembre 13:49 - di Federica Parbuoni
montanari

Non rappresentano la comunità cittadina, e infatti chi le ha usate «non ne fa parte». Il sindaco di Siena Luigi De Mossi è intervenuto sul caso delle posizioni negazioniste delle foibe di Tomaso Montanari, eletto rettore dell’Università per stranieri della città, non solo prendendo nettamente le distanze, ma scusandosi con la comunità istriano-dalmata e invitandola a organizzare insieme un convegno «per tenere vivo il ricordo e la memoria». Il primo cittadino, inoltre, si è rivolto anche all’Università per stranieri sollecitando una «risposta esplicita», che finora è mancata.

Il sindaco di Siena si scusa per le parole di Montanari

«Ogni vita è importante, ogni sofferenza da rispettare e non si valuta un eccidio in base ai numeri», ha avvertito De Mossi, scusandosi a nome del Comune e della «comunità senese tutta» con la comunità istriana e dalmata «per le affermazioni fatte da chi è eletto, ma non ancora nominato, a capo di un’istituzione della città». Il sindaco ha, quindi, sottolineato che le parole di Montanari «non rappresentano per stile, moderazione e pensiero la civiltà senese e i valori che essa da sempre tramanda nella storia e nella cultura». «Chi ha usato queste espressioni, infatti – ha precisato – non fa parte di questa comunità, perché evidentemente non ne condivide i principi».

Il convegno per tenere vivi ricordo e memoria

De Mossi si è fatto quindi carico di un gesto riparatore invitando «ufficialmente a Siena i rappresentati della comunità istriana dalmata, anche al fine di programmare un convegno sulle note vicende e tenere vivo il ricordo e la memoria». «Come istituzione massima della città – ha chiarito – è nostra prerogativa spiegare bene a quei pochi che non sanno, anche se lo dovrebbero sapere per il ruolo accademico che ricoprono, le sofferenze patite da quella comunità».

L’invito all’Università per stranieri: «Dia una risposta esplicita»

«Non è mai stato e non farà mai parte della comunità senese valutare un eccidio in base ai numeri, ogni vita è importante ed ogni sofferenza deve essere rispettata», ha ammonito il primo cittadino, rivolgendosi infine anche all’ateneo cittadino che Montanari è stato chiamato a guidare. «Chiediamo una risposta esplicita dall’Università per stranieri che fin qui con un incerto comunicato non ha chiarito il proprio pensiero. Dobbiamo sapere – ha concluso De Mossi – se l’ateneo si riconosce o meno in quanto affermato dal futuro rettore».

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