Ddl Zan, finalmente affossato grazie a FdI: “no” del Senato alla calendarizzazione. L’ira del Pd

mercoledì 15 Settembre 11:36 - di Valerio Falerni
Ddl Zan

Ricordate le pensose analisi sulla “emergenza omofobia” che attanagliava l’Italia? O i pistolotti circa la necessità di dotarci della solita “legge di civiltà” che tutti-hanno-meno-che-noi? E il “fate presto!” riferito all’approvazione del ddl Zan, manco fosse il terremoto dell’Irpinia del 1980 o lo spread a 5oo punti del 2011? Beh, non era vero niente. L'”emergenza omofobia” è miracolosamente rientrata, la “legge di civiltà” è diventata un optional e il “fate presto” è sublimato nel “ci penserò domani“, già titolo di un grande successo dei Pooh. Benvenuti nell’aula del Senato, dove la maggioranza di unità nazionale ha appena bocciato la proposta di Fratelli d’Italia di calendarizzare il ddl Zan per l’aula di Palazzo Madama.

Ciriani (FdI): «Il Pd diceva che il Ddl Zan era “civiltà”»

Provocazione? E perché no, dal momento che nei mesi scorsi quella stessa aula è stata tutta un ribollire di accuse e sospetti, intervallati da improbabili mediazioni? Il senso di quella proposta si trova scolpita nelle parole di Luca Ciriani, che di FdI è il capogruppo. «Si tratta solo di fare chiarezza – assicura -, non è una strumentalizzazione. Qualcuno doveva dire che con il voto di oggi il ddl Zan scompare». Ed è così. E Ciriani fa benissimo a rigirare il dito nella piaga rievocando il dibattito estivo quando «la sinistra» definiva «urgentissimo» il varo del Ddl Zan. «Ne parlavano –  ricorda il capogruppo – come spartiacque tra civiltà e barbarie».

La dem Malpezzi: «Lo riporteremo in aula»

Una provocazione, la sua, che ha colpito nel segno. Prova ne sia la stizzita e scomposta reazione della sua omologa del Pd al Senato Simona Malpezzi. «Non accettiamo – replica l’esponente demche una forza politica che vota da sempre contro i diritti civili ci dia lezioni sul ddL Zan». Intanto, però, vota contro la sua calendarizzazione. Ufficialmente, «per mettere in sicurezza il Paese con il green pass», come azzarda a far credere la Malpezzi. In realtà perché il Pd si è accorto di non avere più i numeri per approvarlo. E allora indietro tutta in nome della lotta alla pandemia, con tanti saluti alla “emergenza omofobia”, alla “legge di civiltà” e al “fate presto”. Al loro posto, una prece laica in memoria del defunto ddl Zan.

 

 

 

 

 

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *