Covid, 2.407 contagi e 44 morti. L’allarme: più casi di ansia e depressione, violenza e suicidi

lunedì 20 Settembre 18:57 - di Fortunata Cerri
Covid

Sono 2.407 i contagi da coronavirus in Italia oggi, secondo dati e numero covid nel bollettino del ministero della Salute e della Protezione Civile. Registrati altri 44 morti. I nuovi casi sono stati individuati su 122.441 tamponi, il tasso di positività è al 2%. Salgono a 3.982 i ricoverati con sintomi in Italia, + 53 rispetto a ieri. Invece sono in calo (-7) i ricoverati in terapia intensiva che in totale scendono a 523 con 21 ingressi del giorno. Sono 3.383 in più i dimessi e guariti, che portano il totale a 4.395.648, mentre gli attuali positivi sono complessivamente 112.514 (-1.022).

Covid, la Sicilia la regione con più casi

La regione che oggi conta il maggior numero di nuovi casi è la Sicilia con 514, seguita da Emilia Romagna con 333, Lazio con 243, Toscana con 231 e Veneto con 229. Nessun nuovo caso in Valle d’Aosta e uno solo in Molise.

E intanto aumentano di ansia e depressione, abuso di sostanze e alcol, violenza e suicidi. La fotografia scattata da Società Italiana di Psicologia (SIP) conferma che l’emergenza Covid ha colpito profondamente la salute mentale degli italiani. Le visite psichiatriche programmate, sia a domicilio sia nello studio, stanno continuando solo per alcuni casi, sostituite da incontri su appuntamento e a distanza, tutte le altre attività hanno avuto una significativa diminuzione, come i consulti psichiatrici ospedalieri (-30%), le psicoterapie individuali (-60%), le psicoterapie di gruppo e gli interventi psicosociali (-90/95%), il monitoraggio di casi in strutture residenziali (-40%) e di autori di reato affetti da disturbi mentali affidati dai tribunali ai Centri di salute mentale (-45%). E poi aumentano le richieste di aiuto da parte dei giovani e giovanissimi, molto spesso vittime di autolesionismo. Predomina il senso di incertezza per il futuro.

Le misure da attuare

Dalla Summer School 2021 di Motore Sanità, nella sessione“Rimettere al centro dell’agenda di governo la tutela della salute mentale” è dunque emerso che bisogna migliorare la presa in carico dei pazienti con un Pdta efficace e strutturato. Stimolare l’approccio per percorsi integrati, migliorare la qualità delle prestazioni, incidere maggiormente sugli esordi delle patologie più gravi. E infine aumentare le risorse economiche destinate alla tutela della salute mentale.

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