Chiesti 200 anni di carcere per gli affiliati al clan Senese di “Michele ‘o pazz”, il camorrista “re” di Roma

martedì 28 Settembre 18:48 - di Lucio Meo

Condanne tra i 18 e i 3 anni, per un totale di oltre 190 anni di carcere. Queste le richieste che il pm della Dda di Roma Francesco Minisci ha avanzato per i 26 imputati nel processo nato dalla maxi operazione ‘Affari di Famiglia’ contro il clan Senese. La pena più alta è quella sollecitata per il capo clan Michele Senese, detto Michele O’ Pazz, diciassette anni sono stati chiesti, invece, per il figlio Vincenzo e otto sia per il fratello Angelo che per la moglie Raffaella Gaglione.

Anche l’aggravante mafiosa per il clan Senese

L’inchiesta, con il coordinamento del procuratore aggiunto della Dda Ilaria Calo’, aveva portato lo scorso luglio alla maxi operazione eseguita dal Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza e dalla Squadra Mobile. I reati contestati, a vario titolo, sono quelli di estorsione, usura, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio, autoriciclaggio e reimpiego di proventi illeciti: per alcuni di questi è stata contestata anche l’aggravante di avere agito con il metodo mafioso. Negli anni il clan Senese si è impadronito del traffico di droga nella Capitale, con rapporti stretti anche con la Banda della Magliana e con Massimo Carminati.

Michele ‘O pazz comandava anche dal carcere

Dall’indagine era emerso che Michele Senese anche dal carcere continuava a coordinare e gestire le attività illecite della famiglia stabilendo la strategia criminale, scambiando ‘pizzini’ con i familiari durante i colloqui, in particolare con il figlio Vincenzo, e con la moglie, Raffaella Gaglione. In almeno due occasioni, Senese si era scambiato con il figlio, senza farsi notare dal personale di vigilanza, le scarpe rispettivamente indossate per scambiarsi messaggi. “Cioè, qui stiamo parlando de… che è il capo di Roma! No il capo di Roma, il capo…il boss della camorra romana!!! Comanda tutto lui!!”, diceva uno degli arrestati riferendosi Senese in un’intercettazione riportata nell’ordinanza del gip.

Chi è il camorrista presunto “re” di Roma

Michele Senese nasce nel 1957 ad Afragola, in provincia di Napoli. A 16 anni finisce in ospedale con una pallottola nello stomaco e 6 anni dopo, quando di anni ne ha 22, gli viene diagnostica l’epilessia e la schizofrenia, perizia firmata dallo stesso psichiatra che ne aveva firmato una analoga per il boss Raffaele Cutolo. Affiliato al clan Moccia, Michele Senese, secondo le perizie, soffriva di schizofrenia paranoide in disturbo di personalità antisociale e ritardo mentale. Il suo primo arresto a Roma risale al 1983, poco prima che a Primavalle saltasse in aria l’automobile con dentro Vincenzo Casillo e Mario Cuomo, entrambi legati a Cutolo.  Nel 2013 Senese venne arrestato per l’omicidio di Giuseppe Carlino, ucciso nel 2001 a Pomezia, ammazzato per vendetta, dopo l’uccisione del fratello Gennaro. Nel 2014  la condanna all’ergastolo.

Una testimonianza di Michele Senese durante il processo sulla banda della Magliana

 

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