Caso Morisi, Salvini: «È un attacco gratuito alla Lega a cinque giorni dal voto»

martedì 28 Settembre 18:04 - di Michele Pezza
Salvini

È il momento più difficile per Matteo Salvini. Se all’esterno lo “assediano” le accuse di aver ceduto droga mosse dalla magistratura a Luca Morisi, il suo guru per la comunicazione, dall’altra deve tenere a bada i colpi che dall’interno sta assestano Giancarlo Giorgetti, sempre più insofferente verso la doppia Lega, di lotta e di governo. In un’intervista alla Stampa ieri il ministro dello Sviluppo ha finito per tirare la volata a Calenda contro Michetti, salvo poi invocare il fraintendimento. Nel frattempo, la coalizione era entrata in ebollizione e solo l’intervento risolutore di Giorgia Meloni ha evitato il protrarsi delle polemiche. Ma a mettere nel tritacarne mediatico Salvini è soprattutto la vicenda Morisi. Sui social impazza il video con la famosa citofonata di Salvini a una famiglia tunisina (risultata poi effettivamente formata da spacciatori) per sapere se vendevano droga.

Salvini intervistato da Rai1

Una sorta di contrappasso, cui il leader leghista si ribella. «Quelli erano spacciatori, infatti sono stati arrestati. Chi vende droga, vende morte, chi la consuma, sbaglia e va aiutato e capito…», si è difeso  dai microfoni Oggi è un altro giorno su Rai1. Quanto al fuoco di fila mediatico su Morisi, il leader leghista sente puzza di bruciato: «Tirare in ballo il discorso politico, che non c’entra nulla con il partito, è un attacco gratuito alla Lega a cinque giorni dal voto. Vogliono imbastire un processo politico». Lo stesso fa in riferimento all’intervista di Giorgetti. «Non ho molto tempo per leggere le interviste – premette Salvini – e poi ho visto che Giorgetti ha smentito quello che c’è scritto. Io penso che a Roma Michetti abbia la competenza e la preparazione giusta per ripartire dalle periferie e non dal salotto di Calenda. Lo dico con tutto rispetto per i salotti di Calenda, della Raggi e di Gualtieri, Roma è Tor Pignattara, Tor Bella Monaca».

Su Giorgetti: «Non ho letto la sua intervista»

Infine, c’è la spina degli altalenanti rapporti con Mario Draghi. Anche nel governo Salvini è in sofferenza, specialmente dopo la decisione di estendere l’uso del Green pass, misura da lui molto osteggiata. Da qui la corsa a intestarsi risultati cari all’elettorato di centrodestra, come i 3 miliardi stanziati dal governo («abbiamo convinto Draghi») per tagliare le tasse sulle bollette della luce e il gas. «Lascio che altri parlino di legge elettorale, ius soli e ddl Zan. Per quello che ci riguarda in questo momento le priorità sono lavoro e taglio delle tasse…». L’obiettivo della concretezza fa passare in second’ordine anche la ventilata candidatura di Berlusconi al Quirinale. «Ne riparleremo a febbraio – dice Salvini -, in questo momento il nostro obiettivo è stoppare la voglia di tasse di Letta e Conte...».

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