Sgarbi furioso, Instagram censura la locandina di Almodovar: ultimo abominio del politically correct

venerdì 13 Agosto 20:11 - di Giulia Melodia
Sgarbi locandina Almodovar

Sgarbi furioso, Instagram censura la locandina di Almodovar: troppo osé. E la rimuove. Poi, tante scuse e la riabilità per la piattaforma. Ma il critico non ci sta. E denuncia: è l’ennesimo abominio del politically correct… Galeotta fu la locandina del film di Almodovar e chi la postò su Instagram. Neanche è arrivata nelle sale che la pellicola firmata dal maestro spagnolo, Madres Paralelas, che aprirà la 78esima Mostra del Cinema di Venezia, sta facendo discutere da due giorni. E tra chi  inneggia all’allerta social e chi grida allo scandalo della censura, si fa spazio Vittorio Sgarbi, che di nudità d’autore e lettere scarlatte affisse alle opere d’arte se ne intende. E ci si imbestialisce ancora…

Sgarbi sulla locandina di Almodovar e la censura social

Tutto esplode nelle ultime 48 ore. Madres Paralelas, pellicola firmata da Pedro Almodóvar che vede fra gli attori Penélope Cruz, appena annunciato, già fa discutere. O meglio, la polemica comincia a imperversare direttamente dalla presentazione del poster che, semplicemente, mostra un capezzolo nell’atto di stillare una goccia di latte. Il tutto incorniciato nello spazio di un occhio. L’immagine, simbolica almeno quanto appariscente, non passa il vaglio della censura di Instagram: almeno secondo quanto dichiarato dal suo creatore Javier Jaén.

L’immagine della locandina è troppo osé per la piattaforma digitale

Quella foto è troppo osé per la piattaforma digitale. E come spiega il suo ideatore, «come previsto Instagram ha rimosso il poster che abbiamo realizzato per l’ultimo film di Almodóvar. Lo pubblicherò di nuovo. Grazie per averlo condiviso» posta Jaén in spagnolo. Ma le proteste che hanno invaso i social nelle ore successive, contro quella che è stata definita una pericolosa censura, hanno indotto il social media ad una rapida retromarcia. Instagram ha spiegato che rispetto alla policy anti-nudo, la piattaforma fa alcune «eccezioni per consentire la nudità in determinate circostanze». Per esempio «quando si tratta di un chiaro contesto artistico. Pertanto – hanno aggiunto i responsabili del social media – abbiamo ripristinato i post che condividono la locandina del film di Almodóvar su Instagram e ci scusiamo davvero per qualsiasi confusione causata».

Sgarbi: «La dittatura dei social rischia di ammazzare tutte le arti»

Ed è a questo punto che il critico d’arte, come noto sensibile all’argomento e contrario a mettere la foglia di fico alle statue per nascondere le nudità, tuona: «Il caso del poster di Almodovar dimostra ancora una volta che la dittatura dei social e del politically correct rischia di ammazzare tutte le arti. A quando il blocco delle immagini della Fornarina di Raffaello su Youtube? È solo questione di tempo»…

Sgarbi contro le politiche “antinudo” del social

Sgarbi non ci sta. Il caso della locandina di Madres Paralelas, censurata da Instagram perché contiene la foto di un capezzolo. E quindi incappata nelle politiche “antinudo” del social, e poi sbloccata dopo le proteste, grida vendetta. Non solo perché lo stesso critico d’arte è incappato anche lui, «più di una volta» nel blocco di immagini di quadri famosi sui suoi profili social. Ma anche perché, considerato il profluvio di immagini scollacciate e foto considerate a vario titolo volgarotte, e comunque postate da utenti più o meno “influenti”, questo scandalo sulla locandina davvero non si comprende…

Sgarbi contro l’algoritmo censorio di Instagram

Se non in ragione – spiega appunto Sgarbi – dell’algoritmo. Che ragiona sul nudo come fosse un errore di grammatica. E infatti è già successo più volte che le opere di grandi maestri della pittura non gli siano piaciute. È successo – spiega il critico – con L’origine du monde di Gustave Courbet. Con il Cupido di Caravaggio. Con Rubens, e anche con le foto di sculture famose. Ma la cosa più imbarazzante della risposta di Instagram alle proteste di Almodovar e dei suoi fan è stata che la piattaforma ammette delle eccezioni alla politica di censura del nudo solo se inserite in un chiaro contesto artistico»...

«Almodovar come Caravaggio e Courbet: ennesimo caso di abominio politically correct»

Ma è qui che casca l’asino (e l’algoritmo). «Ma se per questi signori – s’infiamma Sgarbi – non sono stati chiari contesti artistici Caravaggio, Courbet, Rubens e nemmeno Almodovar, tanto da bloccarli e sbloccarli solo in un secondo momento, vi rendete conto da soli che siamo finiti… Perché un nuovo artista che si affacciasse oggi e proponesse un nudo d’arte non avrebbe nessuna possibilità di essere sbloccato “a gran voce”». Ne consegue, per Sgarbi, che «quindi il Caravaggio e il Raffaello di domani rimarranno bloccati dall’algoritmo. Un abominio». E come dargli torto...

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sostienici

In evidenza

News dalla politica