P2 e Gladio, gli atti diventano pubblici. “Draghi tolga il segreto di Stato anche su altri misteri”

martedì 3 Agosto 15:36 - di Carlo Marini
segreto di Stato

Via il segreto di Stato sugli atti relativi a Gladio e alla Loggia P2. La direttiva di Mario Draghi firmata il 2 agosto, coincide con la data simbolo della strage di Bologna. Ora, però, il premier dimostri coraggio andando anche a svelare altre vicende dolorose e tragiche della storia d’Italia. Lo chiedono diversi esponenti del centrodestra.

L’iniziativa di Draghi va a ampliare quanto già stabilito con una precedente Direttiva del 2014, con riferimento alla documentazione relativa agli eventi stragisti di Piazza Fontana a Milano (1969), di Gioia Tauro (1970), di Peteano (1972), della Questura di Milano (1973), di Piazza della Loggia a Brescia (1974), dell’Italicus (1974), di Ustica (1980), della Stazione di Bologna (1980), del Rapido 904 (1984) conservata negli archivi degli Organismi di intelligence e delle Amministrazioni centrali dello Stato.

«Con questa nuova Direttiva – fanno sapere da Palazzo Chigi – il presidente Draghi ha ritenuto doveroso dare ulteriore impulso alle attività di desecretazione. L’iniziativa adottata potrà rivelarsi utile ai fini della ricostruzione di vicende drammatiche che hanno caratterizzato la recente storia del nostro Paese».

“Draghi tolga il segreto di Stato anche su altri misteri italiani”


La nota di palazzo Chigi rimarca infatti che “con questa nuova Direttiva il presidente Draghi ha ritenuto doveroso dare ulteriore impulso alle attività di desecretazione. L’iniziativa adottata potrà rivelarsi utile ai fini della ricostruzione di vicende drammatiche che hanno caratterizzato la recente storia del nostro Paese”.

‘Ci auguriamo pieno disvelamento della miniera di documenti custodita negli archivi delle commissioni parlamentari e degli apparati dello Stato’

Gasparri: “Con altri atti desecretati uscirà la pista mediorientale sulla strage di Bologna” 


“Il ministro della Giustizia Cartabia si dice favorevole alla rimozione del segreto di Stato su tutta una serie di documenti che possono avere connessione con la strage di Bologna e, aggiungo, quella di Ustica. Bene! E allora si passi dalle parole ai fatti. Noi che abbiamo fatto parte di Commissioni parlamentari di inchiesta, come l’ultima sul caso Moro, abbiamo letto carte che danno spiegazioni chiarissime di quanto accaduto nei cieli di Ustica e alla stazione di Bologna e che smentiscono le presunte verità accertate in sede giudiziaria”. Così il senatore Maurizio Gasparri componente del Comitato di Presidenza di Forza Italia.

“La matrice mediorientale è chiarissima in quelle carte. E non violiamo alcun segreto parlando di cose che i giornali hanno già pubblicato. Rimuovere, quindi, questo segreto di Stato con immediatezza.

“Ogni iniziativa che sottrae al segreto atti che riguardano la nostra storia nazionale è benemerita. Ci auguriamo che si vada avanti a 360 gradi, tanto a livello di governo quanto da parte del Parlamento, nel pieno disvelamento della miniera di documenti custodita negli archivi delle commissioni parlamentari e degli apparati dello Stato”. Lo dichiara il senatore Gaetano Quagliariello, vicepresidente nazionale di ‘Coraggio Italia’.

“Vi sono carte – prosegue – in grado di contribuire alla ricostruzione della verità su pagine sanguinose della storia del nostro Paese, ivi compresa la strage di cui ieri è ricorso l’anniversario, come anche quella di Ustica. Mi auguro che ostacoli solo burocratici abbiano fin qui rallentato la desegretazione che da tempo e da più parti viene chiesta a gran voce. In ogni caso – conclude Quagliariello -, sarebbe ora di superarli”.


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