No tav, bombe carta contro la polizia: due feriti. La rabbia degli agenti: rischiamo la nostra vita

domenica 1 Agosto 17:57 - di Redazione
No tav

“Non basteranno 10.000 agenti per fermare i No Tav”. Gli attivisti che si oppongono all’alta velocità rivendicano sui social l’impresa di ieri. E gioiscono per il loro attacco contro le forze dell’ordine. “Nonostante un enorme dispiegamento di forze dell’ordine un gruppo di No Tav, scendendo dai boschi, è riuscito ad entrare all’interno del cantiere nei pressi dell’area archeologica di Chiomonte tagliando le reti e mettendo fuori uso una jeep lince dell’esercito”. La loro violenta azione poteva procurare un morto: un ordigno artigianale da loro lanciato ha infatti preso in volto un polizotto che solo grazie al casco si è salvato.

Assalto dei No tav: due poliziotti feriti e cinque automezzi danneggiati

Il bilancio degli scontri è da guerriglia: due poliziotti sono rimasti feriti e cinque automezzi delle forze dell’ordine sono stati danneggiati. Tutto ciò, secondo gli attivisti No Tav “dimostra che nulla può un esercito mercenario e spaesato contro la determinazione e la conoscenza del territorio di chi è radicato in questa valle”.

Lamorgese: inaccettabile violenza

I disordini seguono quanto affermato dalla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, che pochi giorni fa durante il question time alla Camera ha fatto sapere di aver assegnato alla sede di Torino nel mese di luglio 9.356 unità di rinforzo alle forze di polizia, proprio per arginare le proteste in Val di Susa.

Lamorgese ha espresso la sua vicinanza e solidarietà ai due agenti rimasti feriti negli scontri di ieri sera e ha aggiunto che “sono assolutamente inaccettabili episodi di gravissima violenza che mettono in pericolo l’incolumità degli operatori di polizia e che nulla hanno a che vedere con il diritto di manifestare liberamente”.

I No tav hanno lanciato pietre e bombe carta contro le forze dell’ordine

I disordini sabato sono cominciati quando un gruppo di circa 150 manifestanti si è staccato dalla parte più numerosa del corteo partito da Venaus e diretto a Giaglione ed ha raggiunto il cancello del cantiere della Tav sul sentiero Gallo Romano tagliando parti di concertina. Dopo il lancio di bombe carta e pietre contro le forze dell’ordine, i disordini si sono spostati nei pressi dell’autostrada A32.

Le tensioni, iniziate intorno alle 16 con il lancio da parte di circa 300 manifestanti travisati di pietre, fumogeni e bombe carta in direzione delle forze dell’ordine poste a protezione dell’area dove sorge il cantiere, sono terminate intorno alle 19.30.

Il sindacato Consap: c’è un’escalation criminale

“Questa volta solo una maschera antigas ha evitato il morto fra i poliziotti, ma non è detto che andrà sempre così…”, protesta il sindacato di polizia Consap, che parla di escalation criminale da parte dei movimenti No Tav, dopo gli ennesimi scontri in val di Susa.

“Quella di oggi è stata una Caporetto, con i manifestanti che hanno violato il fortino delle Forze di Polizia, distrutto mezzi e attentato alla vita di almeno un uomo in divisa, che si è visto esplodere tra i piedi una bomba carta – spiega il segretario nazionale della Consap Salvatore. Fornuto – strategie ed armamenti in val di Susa necessitano di una rivisitazione, in quanto lacrimogeni e idranti non funzionano in un teatro di scontri spostatosi nei boschi a ridosso del cantiere di Chiomonte”.

Il Siulp: se nulla sarà fatto mobiliteremo i poliziotti

Il segretario generare del sindacato di polizia Siulp Torino, Eugenio Bravo, chiede di arrestare subito i responsbaili: “Se qualcuno pensa che il Siulp stia a guardare in attesa che ci scappi il morto ha capito molto male”. “I responsabili di questa di questo grave ferimento devono essere rinchiusi nelle patrie galere e mettere fine a questa odissea – aggiunge il sindacalista -. Se nulla sarà fatto, il Siulp mobiliterà i poliziotti perché troppi sono i feriti è troppo alto è diventato il rischio di rimetterci la vita per questa Tav”.

Rampelli: il Viminale intervenga prima che la situazione degeneri

“Non sappiamo se questa grande opera sarà mai conclusa – conclude il segretario generale nazionale della Consap Cesario Bortone – ma quel che è certo che i poliziotti stanno pagando un prezzo di sangue inaccettabile, è giunta l’ora di cambiare registro, e penso sia inevitabile che intervenga il nostro Capo della Polizia”.

“Siamo vicini agli agenti rimasti contusi – ha dichiarato Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia –  il ministro dell’Interno Lamorgese intervenga prima che la situazione degeneri mettendo a rischio l’incolumità degli uomini dello Stato e bloccando un’opera strategica per l’Italia.

 

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