Letta corre a Siena senza simbolo del Pd. L’ironia di Meloni: «Si vergogna, come dargli torto»

lunedì 30 Agosto 8:29 - di Sveva Ferri
letta simbolo

Un cerchio rosso con la scritta bianca «con Enrico Letta». È il simbolo con cui il segretario Pd si presenta alle suppletive nel collegio uninominale per la Camera nelle province di Siena e Arezzo. Dunque, Letta evita qualsiasi riferimento ai partiti che lo sostengono, il suo in testa. Il leader dem ha sostenuto di aver compiuto questa scelta «per privilegiare allargamento e spirito di coalizione». Ma sia tanto a destra quanto a sinistra la decisione di occultare il Pd è apparsa un tantino anomala e si è attirata critiche e ironie. Anche perché, su quel collegio, pesa il disastro Mps.

L’ironia di Meloni: «Si vergogna, come dargli torto»

«Il segretario del Pd si vergogna così tanto del suo partito che è disposto persino a nascondere il suo simbolo? Lo capiamo perfettamente. Come dargli torto», ha ironizzato Giorgia Meloni, sulla sua pagina Facebook, con tanto di emoji che si sbellica dalle risate. «Per la vergogna si presenta senza simbolo del Pd», ha commento anche Matteo Salvini, promettendo una campagna elettorale pancia a terra per il candidato del centrodestra Tommaso Marrocchesi Marzi, imprenditore del settore vinicolo e senese doc. Caustica anche la reazione dei renziani: «Vi ricordate le polemiche per le Leopolde di Renzi senza bandiere Pd?», hanno sibilato, mentre il Pd, per citare Repubblica che ne ha raccolto gli umori, «fa spallucce». «Ci sta, è un collegio uninominale», è la giustificazione.

Letta si nasconde dietro la coalizione

E quella è la foglia di fico dietro la quale anche Letta nasconde le vergogne. «Io faccio una campagna elettorale per un collegio uninominale e cerco il più largo consenso possibile, quindi una coalizione, un allargamento», è la tesi che ha sostenuto nel corso dell’intervento alla Festa dell’Unità di Milano, ieri sera. «Come sempre in questi casi – ha aggiunto – credo sia importante la logica di allargamento e non semplicemente un pezzo. Il Pd è un pezzo e lo guido io, sono il segretario che si candida, ma noi puntiamo a un allargamento. Come capita nei collegi uninominali, alla fine vincerà chi riuscirà ad avere la maggioranza dei consensi. È un tentativo di iniziare un percorso per il futuro. Credo che questa sia l’occasione per cominciare a creare queste condizioni».

Ma pesa l’ombra del disastro Mps

In molti però ricordano che su quel collegio per il Pd pesa il disastro Mps, rispetto al quale Letta ha anche la faccia tosta di lanciare appelli al governo per una rapida soluzione, come se anche in questo caso potesse cancellare il marchio del Pd.

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