Il piano di Conte contro tutti: portare Di Battista in Parlamento e scatenarlo contro Draghi e Di Maio

giovedì 12 Agosto 16:46 - di Chiara Volpi
Conte Di Battista

Il piano di Conte contro tutti: portare Di Battista in Parlamento. Costringendo, da un lato, il Pd a una prova di forza alla soglia delle Comunali, chiamando a raccolta gli alleati dem sulla candidatura di “Dibba” alle suppletive nel collegio di Primavalle-Roma. E in caso di riuscita, garantendosi in Aula, dall’altro, la presenza di un generalissimo da scatenare contro il governo e l’ala governista del M5S, capitanata da Luigi Di Maio. È una partita doppia quella che, secondo un retroscena sostenuto dal Giornale e rilanciato da Libero, l’ex premier Giuseppe Conte si starebbe accingendo ad affrontare nella duplice veste di leader del M5S e antagonista di Mario Draghi a cui, evidentemente, ancora non è andato giù l’aver dovuto passare la campanella e il testimone del governo. E deciso, al tempo stesso, a “neutralizzare” Luigi Di Maio, suo antagonista ed espressione del M5S governista.

Il Retroscena: il piano di Conte per portare Di Battista in Parlamento

Così, pronto a serrare i ranghi, Conte ha già annunciato nei giorni scorsi una nuova squadra «testimonianza di un grande rinnovamento, con l’inserimento di un centinaio di nuove figure». Pronte a sferrare l’attacco finale all’esecutivo con la battaglia contro la riforma Cartabia. E a disarcionare il presidente del consiglio in carica. Un progetto a dir poco ambizioso. Una “pazza idea, quella di Conte, ipotizzata dai retroscenisti, che ad oggi l’avvocato pugliese continua a negare di avere in serbo. Giurando e spergiurando di «voler cooperare in modo franco e costruttivo col governo». Salvo poi mettersi alacremente al lavoro per far tornare con tutti gli onori in prima linea Alessandro Di Battista.

Una mossa contro Di Maio e l’ala governista del M5S

Il dissidente “contro” per antonomasia. Il ribelle del “O Conte o morte”. Il duro e puro che con l’ex premier intrattiene da sempre legami solidi e impermeabili a crisi, rotture e fuoriuscite. Oltre che confermati da un lungo riavvicinamento in corso da un po’. Già, perché stando a quanto rilanciato da Libero in queste ore, «l’ex premier starebbe pensando di schierare il riottoso uscito dal M5s alle suppletive nel collegio di Primavalle-Roma dopo le dimissioni dell’ex deputata grillina Emanuela Del Re». Un’opzione a cui Conte starebbe già concretamente lavorando con i suoi fedelissimi.

Un giro di poker con cui Conte mette alle strette il Pd

Una mano di poker al buio che avrebbe ragione dei giochi di Di Maio, come di quelli del Pd. Il messaggio arriva e forte chiaro: l’intenzione è quella di lanciare un segnale veemente all’ala grillina governista, capitanata dal ministro degli esteri Di Maio. E, al tempo stesso, riaffermare un ruolo di forza nell’ambito dell’alleanza col  Pd. Perché, come spiega esaustivamente sempre Libero: «La partita di Primavalle si incrocia con la sfida nel collegio di Siena dove è candidato, per la coalizione giallorossa, il segretario del Pd Enrico Letta. Dopo lo scoppio del caso Mps, la sfida si è riaperta. “In fondo – spiega al quotidiano una fonte grillina – l’indicazione del candidato nel collegio di Primavalle spetta al M5S. E se Alessandro accetta, il Pd non può rischiare di rompere l’alleanza a Siena per il no a Dibba». Un meccanismo a incastro, insomma, con cui Conte rischia di far saltare scacchiere e pedine. Pd e Dibba compresi...

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