“Green pass? Da me non vale”. L’ira della pasticciera di Ostia della storica foto in lacrime

venerdì 6 Agosto 18:25 - di Marta Lima

Ieri si faceva fotografare a terra, disperata, in lacrime per il primo lockdown e la zona rossa nel Lazio. Oggi Camilla proprietaria del Bistrot della Pasticciona, a Ostia, annuncia la sua civile protesta contro il Green pass, appena entrato in vigore. “Da me entrano tutti…”, dice. Un anno e mezzo fa protestava con una immagine simbolo di tutti i ristoratori. “Tutta l’Italia si è specchiata nella mia foto, in quel momento di sconforto trasformato però subito in riscossa. Erano attimi bui, avevo appena saputo che stava per scattare la zona rossa nel Lazio. Dovevo chiudere, di nuovo, dopo appena un mese di riapertura. Ero sconsolata. Ma mi sono rialzata, come sempre”.

Green pass, la nuova batosta per la pasticciera di Ostia

“Io farò entrare chiunque, sia con che senza green pass. D’altronde non siamo certo noi ristoratori a dover fare discriminazioni”, commenta così all’Adnkronos l’obbligo in vigore da oggi per i ristoratori di permettere l’ingresso nel proprio locale esclusivamente a chi è munito di passaporto sanitario. “Noi lavoriamo solo all’esterno per il momento e chi deve andare al bagno entra comunque, naturalmente con la mascherina e le dovute accortezze anche per rispetto di tutti”.

Il racconto di quella foto che fece storia

“Avevo aperto il bistrot due anni fa”, – raccontò allora Camilla, dopo essere finita su tutti i giornali per quella foto (in alto) – un passo coraggioso, visto i tempi difficili, ma ero partita bene, fino a quando non è arrivata la pandemia”. Il Lazio diventò  zona rossa. “Mi è preso lo sconforto ma poi mi sono ripresa subito, grazie alla passione per la cucina, che mi è stata trasmessa dalla famiglia. Finora è stato grazie all’asporto di pasta fresca, se sono riuscita a conservare l’attività, un servizio organizzato e mirato, mi sono inventata dei corsi di cucina per piccoli chef, progetto che sta riscuotendo un grande successo”. Oggi come allora è in prima fila: stavolta il nemico è il governo e il Green pass obbligatorio, più che il Covid.

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