Feltri: «I talebani? Esaltati islamici con il cervello di galline. Abbiamo buttato via vent’anni»

lunedì 16 Agosto 10:54 - di Milena Desanctis
Feltri

«Afghanistan. Solo a scrivere la denominazione di questo Paese mi saltano i nervi. Da decenni quella terra brilla – perdonate l’ossimoro – per tetraggine. Neanche i sovietici riuscirono a piegarla a un minimo di ragionevolezza. Ci provarono invano finché rassegnati rimpatriarono abbandonando quel popolo al suo destino». Dura analisi di Vittorio Feltri su Libero sulla vittoria dei talebani in Afghanistan.

«Due decenni di lotte non sono serviti allo scopo»

«Poi accadde che Bin Laden organizzò l’attentato alle Torri gemelle di New York, migliaia di morti. E gli americani ovviamente si irritarono e cercarono di vendicarsi. Contro chi? Sulle prime se la presero con l’Iraq pensando che il terrorismo fosse organizzato da Saddam Hussein. Giù botte al suo popolo fino ad annientarlo…».

E poi ancora: «Nel frattempo gli statunitensi, erroneamente convinti che Bin Laden si fosse rifugiato in Afghanistan, credettero opportuno andarlo a scovare in quella sfigata nazione. Poi però si accorsero che era altrove e lo rintracciarono. Gli spararono e lo fecero secco. Teoricamente la partita poteva considerarsi chiusa. Invece no. Gli States non paghi di aver ucciso l’uomo della mattanza, seguitarono a combattere in Afghanistan per esportarvi la democrazia. Operazione velleitaria. Per vent’anni hanno sparacchiato ai talebani, esaltati islamici con il cervello di galline, nella convinzione assurda di trasformarli in cittadini rispettosi dei costumi politici occidentali…». «Ma – osserva Feltri – due decenni di lotte non sono serviti allo scopo, nonostante pure le truppe italiane appoggiassero i colleghi militari d’Oltreoceano…».

Feltri: «Come prima, peggio di prima»

«Adesso che i bigotti tifosi del burqa imperversano e dettano legge, noi diciamo che non lasceremo sole le genti di nuovo schiave dei dogmi islamici. Perfino il nostro ministro degli Esteri Di Maio ha dichiarato che sarà vicino al popolo oppresso. In quale maniera? Forse manderà delle cartoline con i saluti e i baci da Napoli agli amici di Kabul. Abbiamo buttato via venti anni di vite umane e la situazione dell’Afghanistan non è mai mutata. Come prima, peggio di prima».

 

 

 

 

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