Cacciari sbrocca a “Zona bianca”: minaccia di andarsene e insulta il conduttore (video)

giovedì 5 Agosto 13:24 - di Angelica Orlandi
Cacciari "Zona bianca"

Stava per alzarsi e andarsene Massimo Cacciari, ospite mercoledì sera di “Zona bianca” su Rete 4. Si parlava di green pass. Il sempre sobrio e compassato Giuseppe Brindisi, il conduttore pone un quesito al filosofo in merito al suo articolo sul Green pass che tanto ha ha animato il dibattito pubblico in questi giorni. Ma Cacciari ascolta la domanda e sbrocca, si adonta come non mai: “Basta con questi giochetti”, strilla. Al punto che anche l’aplomb del conduttore rischia di vacillare. Momenti di tensione. cosa è accaduto?

L’ira di Cacciari contro il conduttore: “La smetta con i giochetti”

A scatenare l’ira del filosofo la domanda che Brindisi gli pone prendendo spunto dalle dichiarazioni molto critiche sulla “filosofia” del green pass che lo stesso ex sindaco di Venezia aveva fatto in questi giorni. Per cui il quesito era lecito, visto che si trattava di un dibattito con vari ospiti. Brindisi ha chiesto se il green pass o altre misure anti Covid fossero da “dittatura e regime totalitario”. Cacciari a momenti rompe il colelgamente. “Ma chi ha mai parlato di dittatura – è esploso -. Smettiamola con questi sono giochetti ridicoli, io non l’ho mai detto e se continuiamo così me ne vado“.

Cacciari: “Ha detto una stupidaggine”

Brindisi tentava di spiegargli, leggendole, che aveva citato le sue stesse parole. Ma non c’è stato verso. Ha spiegato il conduttore: “io non voglio tirarla dentro a nessun giochetto. Ho solo letto quello che lei ha scritto nel suo articolo”. Allora la scena diventa rovente.  Il filosofo agita la testa in segno di dissenso, quindi, esplode: “Ha detto una stupidaggine, ha detto una stupidaggine è semplicemente questo. Il pericolo è quello di un’involuzione della nostra democrazia non di un pericolo totalitario”. L’argomento è delicato, Cacciari deve essersi sentito tirato per la giacchetta e ha sfogato la sua rabbia in trasmissione.

Poi Cacciari ha chiarito il punto giuridico-costituzionale: “Non è possibile, neppure in base alla nostra Costituzione, procedere per la quinta volta attraverso stati d’emergenza. Senza stabilire in base a quali criteri questi stessi stati di eccezione vengano dichiarati. È pericolosissimo procedere in questo modo senza consapevolezza e quasi ad libitum, senza un fine preciso. Bisogna determinare per legge i casi per cui si stabilisce uno stato d’emergenza. L’unico punto in cui da noi si accenna allo stato d’emergenza è il codice della Protezione Civile sui disastri naturali”.

“Il green pass è una discriminazione. Bisogna avere coscienza del pericolo”

Il filosofo deve avere frainteso la domanda – magari posta in maniera sintetica e giornalistica – visto che in questi giorni il suo pensiero è stato accostato ai no-vax. La domanda non era certo di questo tenore, chiedeva infatti un chiarimento, ma Cacciari è diventato rosso di rabbia. “Ridicolo- ha detto- . Se c’è uno che è sempre stato attento agli argomenti scientifici sono io. Il Green pass è una discriminazione, ma non ho mai detto che è da regime totalitario. Dico solo che è un pericolo. Il pericolo è un’involuzione della democrazia. Lo ha detto anche la ministra Cartabia che non si deve abusare dello stato di emergenza. Bisogna avere coscienza del pericolo, punto”.

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