Biden sempre più solo, anche i democratici lo processano: «Gli chiederemo conto del fallimento»

mercoledì 18 Agosto 11:49 - di Giorgio Sigona
Biden

Neanche i vertici dem lo aiutano. Anzi, mettono Biden “sotto processo”. E lo fanno con parole durissime. «Sono deluso per il modo in cui l’amministrazione Biden chiaramente non ha valutato in modo accurato le implicazioni del rapido ritiro americano». A parlare non è un repubblicano, ma il senatore democratico Bob Menendez. È il presidente della commissione Esteri.

Le critiche a Biden e gli errori di valutazione

Sottolinea che ora «stiamo assistendo alle orribili conseguenze» di questo fallimento. Per Menendez «è in gioco» la reputazione internazionale di Washington. E accusa la squadra del presidente democratico di «chiari errori di valutazione dell’intelligence ed attuazione strategica per quanto riguarda il ritiro e la fase successiva».

«Dobbiamo capire il perché di questa tragedia»

ll dem promette che la sua commissione chiederà conto all’amministrazione Biden, «come lo farà la commissione Intelligence», ha poi detto Mark Waner, il democratico che la guida. Che si impegna a rivolgere «domande dure ma necessarie sul perché non fossimo preparati allo scenario del veloce e totale collasso del governo e delle forze armate afghane».

Il dem Jack Reed e l’azione dell’Intelligence

Anche il presidente della commissione Difesa, il democratico Jack Reed intende avviare audizioni. Vuole capire «cosa sia andato male in Afghanistan». Punta il dito contro «errori dell’intelligence, della diplomazia e la mancanza di immaginazione mentre facevamo uscire le forze militari dal Paese». Menendez ha spiegato poi che la commissione Esteri valuterà anche l’accordo fatto con i Talebani da Donald Trump, che prevedeva il ritiro entro il primo maggio, insieme alla «fallimentare esecuzione del ritiro da parte di Biden».

Il fallimento di Biden e le proteste a Jalalabad

Proteste a Jalalabad. Nel capoluogo della provincia di Nangarhar, nell’est dell’Afghanistan, centinaia di persone sono scese in strada armate di bandiere afghane. Le contrappongono a quella dei Talebani «nuovi padroni» delll’Afghanistan. Lo riporta l’agenzia Pajhwok, che pubblica alcune immagini. Subito dopo aggiunge che i Talebani avrebbero aperto il fuoco. E che alcuni giornalisti sarebbero stati malmenati. Non ci sono per ora notizie di vittime.

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