Amministrative, Letta si traveste da capopopolo: «Noi non siamo il partito delle Ztl»

lunedì 30 Agosto 19:05 - di Michele Pezza
Letta

Zavorrato dalle critiche scaricate sul Pdpartito del nulla») dal campano Vincenzo De Luca dalla festa dem in corso a Bologna, Enrico Letta prova a dettare la linea in vista del voto amministrativo del 3 ottobre. Non è facile per il Pd, percepito come partito della Ztl, cioè che piace alla gente che piace e perciò lontano dalle angosce di chi abita le periferie. Il segretario lo sa e tenera di correggere la rotta. Infatti, nel  in tour elettorale di Torino ha voluto cominciare dal quartiere Falchera proprio per sbianchettare l’etichetta di «partito solo delle Ztl». E poiché la lingua dove il dente duole non si è limitato solo a dire questo.

Letta in tour elettorale a Torino

«Non possiamo più tollerare – ha aggiunto – che nelle nostre città ci siano abitanti di serie A, B e C perché così la città implode». Parole che non si sa se rubricare come un mea culpa o come una denuncia contro ignoti. Al suo fianco annuisce il candidato sindaco Stefano Lo Russo, il più antigrillino tra i dem torinesi. La sua vittoria alle primarie si è rivelata un ostacolo insormontabile per l’alleanza con i 5Stelle che sotto la Mole annoveravano la seconda sindaca dopo Virginia Raggi, Chiara Appendino. Torino come Roma, dunque, con Pd e pentastellati avviluppati in uno scontro senza esclusione di colpi. E con Letta costretto a fare di necessita virtù: «Abbiamo fatto prevalere la preferenza locale e questo è l’approccio con cui andremo alle elezioni».

«Al ballottaggio a Roma andrà Gualtieri e non la Raggi»

Ma anche sul livello nazionale ci sono nodi da sciogliere. A partire dal reddito di cittadinanza. A volerlo cancellare non è solo il centrodestra ma anche Matteo Renzi. Una grana per chi, come il Pd, ha in mente il «campo largo» della sinistra. Un concetto che Letta ha ribadito anche a Torino. Per questo sul nodo del RdC si è schermato dietro le parole di Draghi, che non più tardi di due settimane fa aveva parlato di una misura «buona nelle intenzioni» ma «eseguita male». Questo del premier è, per Letta, il «metodo migliore e noi siamo per questo metodo». Sempre che Contelo stimo, con lui rapporto positivo») sarà d’accordo sulle aspirate modifiche alla misura simbolo dei 5Stelle. A dividerli c’è anche la battaglia per Roma. «Al ballottaggio – è la previsione di Letta – andrà Gualtieri e non la Raggi».

 

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