Afghanistan, l’Italia ferma prima il ponte aereo. Meloni: «I corridoi umanitari non risolvono»

martedì 24 Agosto 13:58 - di Gigliola Bardi
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I corridoi umanitari non solo la soluzione della crisi in Afghanistan, per affrontare la quale, invece, bisogna intervenire in supporto dei Paesi confinanti. Intervenendo al Meeting di Rimini insieme agli altri leader di partito, Giorgia Meloni ha ribadito la posizione di FdI sull’emergenza profughi scatenata dal ritorno dei talebani al potere. Ma, ha avvertito la leader della destra, a indurre una riflessione dovrebbe essere soprattutto il fatto che, per quanto quello dei profughi sia un «grande tema», l’Unione europea oggi vi concentri tutta la propria attenzione, trascurando completamente gli altri temi.

Meloni: «Ue totalmente assente sulla politica estera»

«Non credo che i corridoi umanitari siano la soluzione, ma aiutare i Paesi limitrofi all’Afghanistan per accogliere i profughi», ha affermato Meloni al Meeting di Rimini, invitando però soprattutto a riflettere sulle «conseguenze geopolitiche imprevedibili» che si aprono. E avvertendo che «quello dei profughi è un grande tema», ma il fatto che l’Unione europea parli solo di questo «dimostra la sua debolezza», perché l’Unione «è totalmente assente sulla politica estera» e si dimostra un «nano politico».

L’Italia anticipa la fine del ponte aereo con l’Afghanistan

Intanto l’Adnkronos ha divulgato l’indiscrezione secondo la quale l’Italia interromperà il ponte aereo per le evacuazioni in Italia prima della fine forma della missione americana nel Paese. L’ultimo volo di evacuazione dei civili afghani dovrebbe partire, infatti, tra il 26 e il 27 agosto e oltre quella data non dovrebbero essere più effettuate altre operazioni, mentre gli Usa lasceranno Kabul il 31 agosto e le 72 ore precedenti dovrebbero essere dedicate alla partenza dei militari americani rimasti.

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