Zaia avverte Speranza: “Non si azzardi a chiudere le Regioni, il Veneto non è la pecora nera d’Italia”

sabato 17 Luglio 8:14 - di Lucio Meo

“Lo sostengo da mesi. Ne ho parlato due volte con il professor Brusaferro. Si cambino i parametri e lo si faccia in fretta”. Lo afferma Luca Zaia, presidente del Veneto in un’intervista al quotidiano ‘Il Corriere della Sera’ in merito al cambiamento dei parametri per le zone colorate. e d’ora in avanti si terrà conto dei ricoverati.

“Se scattano i provvedimenti basati sui vecchi parametri qui si blocca tutto un’altra volta. Non possiamo correre un rischio del genere. La velocità è determinante. – continua Zaia – Perché ci sono i vaccini e i numeri mi dicono che in ospedale ormai finiscono pochissime persone. In Veneto in questo momento abbiamo ricoverato solo 6 nuovi pazienti in terapia intensiva e sono perlopiù cinquantenni non vaccinati“.

I contagi per Covid non allarmano Zaia

“Dieci giorni fa avevamo 45-50 contagiati al giorno, ieri erano 425. Questo dato si presta ad una doppia lettura. Da un lato, dimostra che stiamo facendo una campagna aggressiva, quasi una pesca a strascico, a colpi di tampone, 30 mila solo ieri. Dall’altro, se non cambiano i parametri, rischiamo di subire il passaggio da zona bianca a gialla. Da virtuosi diventiamo la pecora nera – prosegue Zaia – Bisogna fare di più. A ottobre calcoliamo di poter avere almeno l’82% di vaccinati con doppia dose. A quel punto non si potrà più fare una discussione sulla libertà di chi è vaccinato e di chi non lo è. Temo che chi ha la doppia dose di vaccino non accetti più alcuna limitazione. Mi spiega, per esempio, che senso può avere una quarantena imposta ad un soggetto con vaccinazione completa solo perché venuto a contatto con un contagiato?”.

“Per me in zona bianca deve valere un solo parametro: il tasso di occupazione dei posti letto per Covid negli ospedali. Nulla di più. E quindi va eliminato anche il calcolo dell’Rt. Non dobbiamo abbassare la guardia. Il virus c’è, lo scenario però è cambiato e quindi deve cambiare anche il piano di sanità pubblica”, conclude Zaia.

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