Wimbledon e Wembley, due sfide nella fatalità di una data. L’11 luglio ’82 l’Italia vinse il Mundial

sabato 10 Luglio 20:27 - di Niccolò Silvestri
Wembley

«Campioni del mondo! Campioni del mondo! Campioni del mondo!». Tre volte lo gridò nel microfono Nando Martellini perché con la vittoria di quella sera l’Italia del calcio saliva per la terza volta sul tetto del mondo. Le prime due con Vittorio Pozzo (1934-1938) e ora con Enzo Bearzot. Un miracolo italiano quella coppa levata al cielo da capitan Zoff nel tempio madridista del Santiago Bernabeu. Era l’11 luglio 1982. Domani, esattamente a 39 anni di distanza la Nazionale di Roberto Mancini proverà a rinverdire quei fasti e a laurearsi per la seconda volta campione d’Europa. Per riuscirvi dovrà profanare un altro tempio, quello di Wembley, e fare marameo agli inglesi padroni di casa.

Domani le finali di tennis e di calcio

Fatalità di una data. E di una città. Già perché, sempre domani e sempre a Londra, prima della sfida di Wembley ci sarà il duello di Wimbledon. Lì una squadra, qui un condottiero: Matteo Berrettini. Incrocerà la racchetta con quella del serbo Novak Djokovicin, il miglior tennista di tutti i tempi a detta di qualcuno. Di certo, il più longevo come campione. È la prima volta di un italiano in finale su quel prato: che coincida anche con il suo trionfo. Dovesse accadere, caricherebbe ancor di più gli Azzurri nella sfida contro i Leoni di Highbury. Ne abbiamo bisogno.

Nel ’73 espugnammo Wembley per la prima volta

Del resto, Inghilterra-Italia non è una sfida come tante. In un ideale podio di soddisfazione, batterla starebbe ex-aequo con Brasile e Germania. Quando ci riuscimmo nel 1973 (gol di Fabio Capello), proprio  a Wembley, era solo un’amichevole. Ma la gioia fu da mundial. Vi contribuiva anche il mito degli inglesi maestri del calcio. Il football lo hanno inventato loro. Ma è altrettanto vero che di mondiali noi ne abbiamo vinti quattro, loro uno solo, quello casalingo del ’66. Ed è proprio quella l’ultima finale disputata. Ragione per cui ce la metteranno tutta. E riferito agli inglesi, non è solo un modo di dire. Ma sarà l’11 luglio. Una coincidenza, certo, ma qualcosa pure vorrà dire…

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