Il delirio di Letta: “Gli azzurri devono mettersi tutti in ginocchio, scena pessima l’altra sera” (video)

martedì 22 Giugno 8:07 - di Lucio Meo

La Costituzione tutela la libertà personale, di opinione, di religione, ma forse Enrico Letta punta a una piccola modifica: l’abolizione della libertà di non inginocchiarsi per una causa che si considera giusta ma non da realizzare nel modo ipocrita che una certa sinistra vuole imporre, quella dell’anti-razzismo da passerella. Il segretario del Pd ha calato la sua verità dopo la scena dell’altra sera, prima della partita tra Italia e Galles degli Europei, quando cinque azzurri non si sono messi in ginocchio contravvenendo ai richiami del “black lives matter“, finendo sul “tribunale dei social” con l’accusa di razzismo. Accuse alle quali Letta è quasi arrivato, ieri sera, nel corso di “Otto e Mezzo”, parlando di pessima scena, di figuraccia dell’Italia…

Letta e l’appello a mettersi in ginocchio

“Vorrei fare un appello ai nostri giocatori: che si inginocchino tutti, perché francamente l’ho trovata una scena pessima. Se si mettono d’accordo sugli schemi di gioco, si mettono d’accordo anche su quello, è meglio anche perché i gallesi erano tutti inginocchiati, gli italiani no”, ha detto il segretario del Pd Enrico Letta ospite di Lilli Gruber su La7. In ginocchio, potrebbe essere lo slogan del nuovo Pd…

Gravina: “Nessun obbligo, nell’Italia ognuno può fare come vuole”

Il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina ha invece sintetizzato così il caso dei calciatori in ginocchio contro il razzismo.  “Inginocchiarci a Wembley? I messaggi della Federazione sono chiari: poniamo in essere ogni attività contro ogni forma di razzismo. Riteniamo che questo non può essere frutto di una scelta di politica federale, ognuno sceglie per sé. Con i ragazzi ne abbiamo parlato, sapevano che era previsto nell’ambito del protocollo pre gara. E i ragazzi sono stati liberi, qualcuno l’ha seguito, altri si sono limitati ad applaudire. Massimo rispetto per tutte le forme di espressione contro la discriminazione razziale”.

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