Virologi-star: da Burioni alla Capua sul green pass fanno a gara a chi la spara più grossa

sabato 24 Luglio 14:43 - di Hoara Borselli
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Se erroneamente avevamo pensato di esserci liberati dai virologi-star, ormai assuefatti dalle loro distoniche dichiarazioni, la questione delicata del green pass ha riacceso  i riflettori sugli oracoli della ragione che dall’apice del loro altare hanno lanciato invettive e dispensato consigli ben poco ragionevoli.
Fanno riflettere le dichiarazioni di Crisanti e la Capua, unite dal comune denominatore di far pagare le cure mediche ai no vax che si ammalano. Il Virologo punta il dito affermando. «E poi ci sono persone che non si vogliono vaccinare per pregiudizio. In quel caso, penso che il miglior deterrente che ci sia è togliere la copertura sanitaria».

Lo stupidario dei virologi-star

A rincarare la dose ci ha pensato subito dopo la scienziata Capua «i No Vax paghino soltanto mille, duemila euro per ogni giorno di ricovero». Premesso che quel “soltanto”  risulta già un’offesa e una mancanza di rispetto per chi quella cifra non la vede nemmeno in un mese, premesso che anche i novax e gli scettici non ancora vaccinati pagano le tasse per garantirsi il diritto alle cure, ecco l’ennesima dilagante follia che discrimina, va contro i principi su cui si fonda l’etica del medico e genera solo allarmismo pericoloso fondato sul ricatto.

Dai “sorci” di Burioni al mantra della “responsabilità”

Il green pass sembra essere diventato il giochino preferito degli scienziati con il quale scaricare frustrazioni comunicative che di scientifico e razionale non hanno neanche la parvenza. Si pensi all’ invettiva social di Burioni legata all’obbligo vaccinale: «Propongo una colletta per pagare ai novax gli abbonamenti Netflix per quando dal 5 agosto saranno agli arresti domiciliari chiusi in casa come dei sorci».
Un’affermazione delirante e a tratti offensiva, una ghettizzazione fra  cittadini di serie A e B ,come se fosse una cosa normale ed auspicabile, con la spocchia di colui che sente di  aver vinto una paradossale battaglia immorale. È il folle pensiero della scienza che per il benessere della comunità lancia il diktat che non ci può essere spazio per chi dice no.
È la demonizzazione verso le persone che invece di essere incoraggiate e rassicurate vengono associate ai topi della più lurida specie.
Non potevano mancare le parole del consigliere di Speranza, Ricciardi il quale ha affermato: «Vita normale per i vaccinati», come se l’emarginazione sociale fosse la giusta cura verso persone che non solo per scelta legittima decidono di non vaccinarsi ma anche verso gli scettici che vengono ancora di più scaraventati nell’oblio dell’incertezza.
Ci hanno abituati fin da subito alla necessità di dover sempre trovare un colpevole su cui puntare il dito.
Se prima c’era il runner, poi i ragazzi della movida, poi i gestori delle discoteche, poi i cittadini a fare shopping, poi i tifosi della Nazionale, oggi ci sono i no vax.

Danno sempre la colpa ai cittadini

Nella narrazione pandemica dei virologi-star chi non ci fa uscire dal tunnel va sempre ricercato  fra i cittadini e mai nei Palazzi.
C’è una parola usata ed abusata  che da mesi è diventata una mantra ed è “responsabilità”.
Dall’inizio di questa pandemia ogni appello alla responsabilità è stato da sempre rivolto agli italiani dimenticando troppo spesso che coloro che hanno in mano quel telecomando che può accendere o spegnere le nostre libertà dovrebbero,della responsabilità fare un punto fermo non negoziabile.
Responsabilità nel parlare, nel garantire, nel rassicurare, nello spiegare e soprattutto nel raccontare con  voce unica perché  l’unica via per riconquistare la normalità può arrivare solo da quel vaccino che nessuno ha saputo spiegare.
Nonostante ciò milioni di italiani hanno deciso di prendersi un rischio calcolato, fra ipotetici effetti collaterali e l’ipotesi di rivedersi chiusi hanno optato per fidarsi del siero nonostante il cortocircuito comunicativo dall’inizio della campagna vaccinale ha  più dissuaso che persuaso.

Pronti a pontificare su tutto, dilagano in tv e suoi Social

La responsabilità dimostrata dagli italiani non è stata sicuramente ripagata da quei virologi-star da salotto, più attenti alle inquadrature che al variare del virus, più concentrati ad organizzare l’agenda delle apparizioni che all’efficacia del siero.
Pronti a pontificare, sentenziare, criticare i comportamenti perdendo di vista la loro reale missione, ovvero darci risposte e non giudizi.
Sono entrati nelle nostre case dirompenti, hanno invaso i palazzi della politica, si sono impossessati del tubo catodico , dilagano sui social, nelle librerie ed hanno inevitabilmente perso di vista il loro ruolo, ovvero capire qualcosa di più  di un virus che ancora oggi nonostante il siero miracoloso sta tornando a toglierci ad una ad una quella libertà che pensavamo esserci conquistati .

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