Tokyo 2020, incubo Covid sulle Olimpiadi, impennata di contagi: più di 1000 casi in 24 ore

mercoledì 14 Luglio 15:20 - di Redazione
Olimpiadi Tokyo

Incubo Covid sulle Olimpiadi, impennata di contagi a pochi giorni dal via di “Tokyo 2020”: più di 1000 casi d’infezione registrati in 24 ore. Il rischio epidemico torna a incombere su Tokyo. E stavolta investe i giochi olimpici prima rinviati, poi confermati, e comunque sempre in bilico tra cancellazione e organizzazione nel corso della pandemia. E oggi nuovamente nel mirino dell’attenzione internazionale dopo i nuovi casi Covid saliti a oltre 1.000. Mercoledì la capitale giapponese ha registrato 1.149 nuovi positivi superando la soglia dei 1.000 contagi per la prima volta in circa due mesi. L’aumento arriva nonostante Tokyo sia stata posta per la quarta volta in stato di emergenza. A preoccupare è la curva epidemica in ascesa da 25 giorni a questa parte.

Incubo Covid sulle Olimpiadi di Tokyo

Lopinione pubblica nipponica ha espresso forti dubbi sull’opportunità di disputare i Giochi per paura di un aumento dei contagi ma il Giappone. E il Comitato Olimpico Internazionale hanno assicurato che le Olimpiadi saranno sicure. Il Giappone «non deve preoccuparsi della sicurezza», ha affermato il n.1 del Cio, Thomas Bach, sottolineando che «il Comitato Organizzatore di Tokyo 2020 ha svolto un lavoro fantastico nella preparazione di questi Giochi. E nel rendere Tokyo la città olimpica meglio preparata di sempre. Raggiungere questo è stato possibile solo grazie ai fantastici volontari e al loro personale dedicato».

Impennata di contagi a pochi giorni dal via

Bach ha incontrato oggi a Tokyo il premier giapponese, Suga Yoshihide. «Vorrei esprimere il mio sincero rispetto e gratitudine al governo e al popolo giapponese per averci accolto – ha quindi proseguito il n.1 del Cio –. Mancano nove giorni alla cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Tokyo 2020. Atleti da tutto il mondo stanno arrivando a Tokyo. I Giochi uniranno il mondo in tutta la nostra diversità. Dimostreranno che siamo più forti insieme in tutta la nostra solidarietà».

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