Sicilia, torna lo spettro delle zone rosse: scattano 4 lockdown. Pantelleria trema: focolaio con 26 contagi

sabato 17 Luglio 17:03 - di Lara Rastellino
zone rosse Sicilia

Alla fine ci si è arrivati: o meglio, nel pieno dell’estate arriva la mannaia delle zone rosse in Sicilia. La temuta variante Delta fa rialzare l’asticella dei contagi un po’ ovunque, accanendosi, a quanto sembra, proprio sull’isola a statuto speciale dove, in particolar modo a Pantelleria, è emerso un pericoloso focolaio che al momento registra 26 casi d’infezione, di cui 9 da confermare con il tampone molecolare. Non solo: il caso dell’isola del Trapanese ha allertato le autorità, colte in contropiede dal focolaio e decise a limitare il dilagare dei contagi che hanno indotto ai primi lockdown isolani. Quattro quelli individuati al momento: a Gela e nei Comuni di Mazzarino e Riesi, sempre nel Nisseno, e Piazza Armerina in provincia di Enna, che si tingono di rosso.

In Sicilia torna lo spettro delle zone rosse

Nella speranza, rilanciata dal sindaco di Gela (Caltanissetta) Lucio Greco, che dopo l’ordinanza firmata dal presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci – e che sarà in vigore da domenica 18 luglio a venerdì 23 luglio – «vengano rivisti i parametri che fissano la definizione dei colori delle Regioni, collegandoli al tasso di ospedalizzazione e non più alla percentuale dei contagi». Dunque, lo spettro delle zone rosse incombe anche su Pantelleria, dove come annunciato in apertura, è stato scoperto un focolaio: 26 i casi al momento, di cui 9 da confermare con il tampone molecolare. Si tratta soprattutto di giovani, almeno 6 i minorenni, quasi tutti non vaccinati. Un contagio che sarebbe partito da una festa privata e che rischia adesso di rendere concreto lo spettro dell’istituzione di una zona rossa.

Pantelleria trema: scoperto un focolaio con 26 contagi dopo una festa

«Per l’isola sarebbe devastante», spiega all’Adnkronos il sindaco Vincenzo Campo. Pantelleria, almeno secondo gli ultimi dati disponibili di inizio luglio, è ultima in provincia di Trapani per numero di vaccinati: poco più del 46 per cento. Un riscontro in crescita, certo, ma che al momento viene guardato con sospetto. «II dato delle vaccinazioni è certamente aumentato. Ieri sono state somministrate 20 prime dosi. Ma restiamo maglia nera in provincia e tra gli ultimi anche in Sicilia», è costretto ad ammettere il primo cittadino Vincenzo Campo. Che poi aggiunge: Il motivo? «Un concorso di colpe. La presenza di un gruppo no vax piuttosto agguerrito. Ma anche un’informazione veicolata dai media e spesso poco attenta che ha contribuito ad alimentare paure e confusione».

Zone rosse in Sicilia: scattano i primi 4 lockdown

Insomma, il focolaio spaventa Pantelleria. Ma anche i dati sulle vaccinazioni non sono da meno (oltre che, probabilmente, strettamente correlati). «Speriamo di essere riusciti ad arginarlo – confida allora sempre il sindaco Campo –. Perché se i contagi dovessero dilagare, il rischio di diventare zona rossa sarebbe alle porte. Con un danno gravissimo, anche di immagine per l’isola. In piena stagione estiva le conseguenze di nuove rigide restrizioni sarebbero devastanti e sicuramente non recuperabili». E così, nel frattempo, proseguono le operazioni di contact tracing e i tamponi. «Ritengo, purtroppo, che il numero di positivi sia destinato ad aumentare nelle prossime ore», ammette sconsolato il primo cittadino, che ai propri concittadini rivolge un appello. Alla prudenza e al rispetto delle regole.

L’appello a rispettare le prescrizioni anti-Covid

«Occorre osservare le prescrizioni minime», ricorda il sindaco: «Igiene delle mani. Distanziamento sociale. Utilizzo delle mascherine anche all’aperto quando non è possibile mantenere la distanza. Ed evitare assembramenti partecipando a feste private senza controlli». Un appello a cui segue anche una veemente esortazione a immunizzarsi. «Al momento – incalza Campo – l’unica arma contro il Covid è il vaccino. Invito chi ancora non lo ha fatto a valutare con più attenzione l’ipotesi di sottoporsi alla vaccinazione».

L’invito a vaccinarsi quanto prima

Dunque, il primo cittadino non esclude il ricorso a ordinanze restrittive. «Stiamo valutando con la mia giunta una possibile stretta perché la situazione è allarmante». L’ipotesi è quella di maggior controlli da parte delle forze dell’ordine per scongiurare assembramenti in occasione di feste private, ma anche «l’introduzione del tampone, gratuito, per chiunque arrivi sull’isola. Ci stiamo ragionando ma serve l’ok delle autorità sanitarie», conclude Campo. E ora, un’intera isola, incrocia le dita e prova a serrare i ranghi.

 

 

 

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