Salvini, ultimatum a Letta: vediamoci o la legge Zan affonda. Il Pd replica: non sei credibile

sabato 17 Luglio 17:20 - di Redazione

Matteo Salvini tenta ancora in extremis una mediazione con Enrico Letta sul ddl Zan in Senato. Ormai anche nel centrosinistra c’è la consapevolezza che mandare il testo al voto senza modifiche è un salto nel buio: lo dimostra il voto sulle questioni sospensive bocciate con un solo voto di scarto (grazie all’intervento in extremis di Ciampolillo).

Salvini a Letta: incontriamoci martedì

Di qui la mossa di Salvini che propone a a Enrico Letta, per l’ennesima volta, “una mediazione come chiesto anche dalla Santa Sede”. Il leader della Lega chiede un incontro nella giornata di martedì, “prima che il testo arrivi in Aula, per togliere i punti critici degli articoli 1, 4 e 7”. In caso contrario, qualora Letta non dovesse accettare la proposta di mediazione, “la legge Zan finirebbe male e tutta la responsabilità cadrebbe sulle spalle del Pd”.

Mirabelli (Pd): Salvini non è credibile

Per il Pd risponde Franco Mirabelli, capogruppo in commissione Giustizia al Senato. “Noi – dice all’Adnkronos – vogliamo fare una legge per difendere i diritti delle persone, altri stanno facendo propaganda”.

“Innanzitutto -argomenta – non ha nessuna credibilità chi per otto mesi ha fatto ostruzionismo e sta dicendo quello che stiamo ascoltando nel dibattito al Senato, interventi che non lasciano intravedere alcuna volontà di affrontare il tema dei diritti. In più Salvini ha firmato e votato con Orban al Parlamento Ue: che credibilità ha?”.

“Dopodiché, sia Salvini che Renzi dicono che un compromesso ci vuole due minuti a farlo, ma noi non abbiamo ancora capito quale sia questo compromesso perché in realtà non esiste, è solo propaganda. Se per Renzi e Salvini è sacrificare una parte fondamentale della legge Zan, è evidente che per noi è irricevibile. Stiamo parlando di diritti e noi compromessi al ribasso non ne facciamo”.

Renzi: è il Pd il vero partito NOZan

Anche Matteo Renzi continua a chiedere al Pd di recedere dalla linea del muro contro muro. “Sulla legge contro l’omotransfobia ormai siamo al paradosso – scrive il leader di Italia Viva nella sua e-News – si può votare la legge in un pomeriggio, ma i principali avversari di una legge sono diventati i (pochi) senatori più estremisti del Pd. Sempre meno, a dire il vero, perché nel Pd cresce il numero di chi vuole saggiamente un accordo. Ma ormai è il Pd il vero partito NOZan. Se si vuole una buona legge, i voti ci sono”.

Renzi: il Pd insegue gli influencer

E continua : “Ho fatto un appello in Parlamento, lo farò fino all’ultimo giorno: la politica è dialogo, non ideologia. In Senato ci sono i legislatori, non gli influencer. Se si vuole una legge si può fare modificando gli articoli 1, 4, 7. Chi dice no al dialogo sarà responsabile di aver affossato la legge e non riuscirà a cavarsela con un post o con un tweet – aggiunge -. Cari Dem, appena avete finito di inseguire i cantanti famosi vi aspettiamo in Senato, nei luoghi della politica. Sempre che il Pd non stia cercando di allungare i tempi per fare del Ddl Zan la battaglia identitaria in vista delle amministrative. Sarebbe triste per le migliaia di ragazzi che aspettano da anni questa legge. Magari qualcuno pensa così di prendere qualche consenso in più: io preferisco allargare i diritti senza pensare al consenso. E voglio farlo subito”.

 

 

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