Rai, comincia l’era Draghi: nel Cda Fuortes e la Soldi. Ma la Lega è scontenta: «Troppa sinistra»

venerdì 9 Luglio 18:57 - di Michele Pezza
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Fuori i partiti, dentro gli economisti. Che sia la Prima, la Seconda o la Terza Repubblica, la Rai resta pingue bottino di guerra del governo pro-tempore. E quello Draghi non fa eccezione, come dimostra l’annuncio del nuovo vertice, che vedrà Marinella Soldi e Carlo Fuortes rispettivamente presidente e amministratore delegato dell’azienda di Viale Mazzini. Si metterà tutto nero su bianco al prossimo Consiglio dei ministri con la proposta che il titolare del Mef Daniele Franco farà d’intesa con il premier Draghi. I due prescelti entreranno nel CdA, che eleggerà la prima e proporrà il secondo, in sede di Assemblea dei soci, per il ruolo di ad.

Saranno rispettivamente ad e presidente Rai

La Soldi, toscana di Figline Valdarno, è cresciuta a Londra, dove si è laureata presso la London School of Economics. Nasce professionalmente come consulente strategico in McKinsey Company. Attualmente presiede la fondazione Vodafone Italia ed è consigliere indipendente di Nexi, Italmobiliare e Ariston Thermo. Laureato in Scienze statistiche ed economiche, Fuortes arriva invece in Rai da sovrintendente della fondazione del Teatro dell’Opera di Roma. Da più di vent’anni svolge studi e consulenze sui temi dell’economia della cultura, con riferimento alla gestione dei teatri, musei e dei beni culturali, allo spettacolo dal vivo, alla televisione e cinema.

La Bergonzoni: «Scelta sorprendente»

Ad accogliere i nomi di Soldi e Fuortes un coro pressoché unanime. L’unica a steccare è la sottosegretaria leghista Lucia Bergonzoni, che parla di «scelta sorprendente», soprattutto per l’ad, che non considera super partes. «Fuortes  è noto come personaggio molto vicino alla sinistra, a Veltroni in particolare», ricorda. E che un po’ sia vero lo confermano indirettamente le parole di Goffredo Bettini per il futuro ad: «È una professionalità di grande valore». Un peana a Draghi è invece quello intonato dal renziano Michele Anzaldi che vede nella doppia designazione «una sconfitta per certi partiti che hanno tentato fino all’ultimo di bloccare il cambiamento, M5s-Conte in primis». Ma allora perché è felice anche Virginia Raggi? «Per la Rai – twitta la sindaca – è la scelta migliore».

 

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