Prof di 58 anni morto a Biella il giorno dopo il vaccino. La perizia: “Non dipende da Astrazeneca”

martedì 6 Luglio 17:12 - di Penelope Corrado
morto Astrazeneca

Nessuna causalità ”giuridicamente rilevante” tra la somministrazione del vaccino Astrazeneca e il decesso di Sandro Tognatti il docente di musica del biellese morto il giorno dopo aver ricevuto la prima dose di vaccino Astrazeneca. Lo rende noto la procura di Biella che a seguito del decesso aveva disposto una consulenza tecnica collegiale per stabilire le cause della morte e la sua ipotetica riconducibilità alla somministrazione del vaccino anti Covid.

“Non è morto per il vaccino ma per la febbre scatenata dal vaccino”

In particolare, la procura spiega che nella consulenza ”è stato accertato che Tognatti (58 anni ndr) versava in una condizione patologica pregressa. Denominata cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro. Condizione difficilmente rilevabile mediante esami radiologici. Pertanto, per effetto della vaccinazione e delle condizioni pregresse in cui il soggetto versava, l’elevato stato febbrile (che costituisce reazione comune alla somministrazione del vaccino) ha rivestito un ruolo di evento scatenante. Evento idoneo a causare un arresto cardiaco successivo ad aritmia. Non prevedibile”.

“Morto per Astrazeneca? Non risultano evidenze”

”La causa della morte, quindi – prosegue la nota della procura – è correlata in modo diretto ad una preesistente condizione patologica del miocardio. In soggetto apparentemente sano e lievemente iperteso, non conosciuta né conoscibile in assenza di precedenti patologici clinicamente evidenti. E non rilevabile in sede anamnestica”. In merito, poi, alla correttezza della composizione del prodotto Covid-19 Vaccine Astrazeneca lotto Abv5811, conclude la procura ”l’analisi della documentazione acquisita ha permesso di rilevare l’assenza di criticità sia nella catena di conservazione, sia nella preparazione farmaceutica del vaccino”.

La posizione dell’immunologo Abrignani

“Con i vaccini ci si può infettare, ma si evitano le forme severe di Covid e la morte. E non c’è alternativa, perché se l’alternativa è non vaccinarsi c’è la certezza di farsi male”. Lo ha detto l’immunologo Sergio Abrignani, membro del Comitato tecnico scientifico, intervenuto a ‘Agorà estate’, su Rai Tre.

“Il messaggio è: la protezione, con il vaccino, di ciò che davvero ci ha colpito in questo anno e mezzo – forme severe, ricoveri in terapia intensiva, morti – è ottima. La protezione dalle forme lievi e dalle forme asintomatiche è accettabile, tra il 65 eil 75%. Ma se si è vaccinati si evitano quasi in assoluto le forme severe e la morte”.

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