Made in Italy, l’assessore Caner: «Il prosecco è solo veneto, l’Ue blocchi il falso della Croazia»

venerdì 2 Luglio 16:06 - di Redazione

Stop al finto prosecco made in Zagabria. “Mi auguro davvero che l’Europa, accogliendo la richiesta dei nostri europarlamentari, blocchi la richiesta avanzata dalle autorità della Croazia. Per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della procedura per il riconoscimento della menzione tradizionale Prosek”. Così l’assessore all’Agricoltura e al Turismo della Regione del Veneto, Federico Caner. Sulla procedura avviata dalla Croazia, già respinta in passato dall’Ue a tutela dei consumatori.

Prosecco, l’unico è quello prodotto in Veneto

“Non è certo questo il modo di tutelare un’eccellenza veneta riconosciuta in tutto il mondo”, prosegue l’assessore. “Frutto del lavoro di produttori di un’area, quella delle nostre Colline di Conegliano e Valdobbiadene, riconosciute Patrimonio dell’Umanità Unesco. Il prosecco non è solo agricoltura, ma è anche turismo. Quello enologico rappresenta infatti un asset strategico del Veneto”.

Basta con l’Italian sounding

Insomma l’unico prosecco autentico è quello prodotto dalle vigne italiane. “È ora di mettere fine al fenomeno dell’Italian sounding. Ovvero al tentativo di promuovere  prodotti attraverso nomi, immagini o riferimenti geografici che ‘suonano’ come italiani. Ma che invece non lo sono. L’unico vero prosecco è quello prodotto nelle nostre terre, l’unico tutelato e riconosciuto a livello internazionale“.

“Insieme per difendere i nostri prodotti”

La vicenda –  aggiunge Caner – dimostra che nel tentativo di appropriazione indebita del nostro prodotto  il nemico non è interno, tra coloro che producono, vinificano o imbottigliano. Bensì esterno”. Per questo invita a  un’azione comune. “Evitiamo, dunque, di produrre tensioni interne e, al contrario, lavoriamo insieme. Per mettere in campo strategie di marketing e comunicazione che ci permettano di esplorare e conquistare nuove quote di mercato. Sarà fondamentale, poi, continuare a lavorare per aumentare e far percepire la qualità del nostro prodotto. Che è unico al mondo e, come tale, non è solo certificato ma deve essere anche tutelato”.

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