Libero De Rienzo, trovata eroina in casa: nell’ultima foto su Instagram forse un indizio sulla morte

lunedì 19 Luglio 16:17 - di Carlo Marini
Libero De Rienzo

Clamorosi sviluppi nella morte di Libero De Rienzo. In casa dell’attore, trovato morto giovedì scorso in casa. I carabinieri hanno infatti individuato tracce di eroina nel suo appartamento a Roma, in zona Aurelio.

Il RIS (Reparto Investigazioni Scientifiche), da una prima verifica, ha però contemporaneamente appurato l’assenza di tracce di droga addosso all’attore. Nella giornata di oggi i magistrati hanno invece delegato l’autopsia, affidandola al medico del policlinico Gemelli De Giorgio, e l’esame sarà effettuato domani.

La polvere bianca in questione era stata rinvenuta su un tavolo, nell’open space tra soggiorno e cucina dell’appartamento dell’attore, dove sono state ritrovate anche molte scatole di farmaci. La moglie dell’attore, la costumista e scenografa Marcella Mosca, avrebbe parlato di un passato problematico dell’attore segnato dall’uso di cocaina, della quale De Rienzo sarebbe stato un consumatore pentito. 

Forse Libero De Rienzo ha fumato eroina con altre sostanze

Come riporta Repubblica, “si tratta di una singola dose, conservata in una bustina di cellophane, con un principio attivo piuttosto basso, intorno al 10 per cento e priva di sostanze da taglio particolari“. Insufficiente, quindi, a uccidere una persona. Spunta tuttavia un’altra ipotesi investigativa. E che Libero De Rienzo abbia fumato eroina assieme ad altre sostanze. L’ultimo post dell’attore di origini napoletane sul proprio profilo instagram è uno scatto apparentemente insignificante. «Notte africana. Tanto vale accendersi un fuoco in bocca», sono le parole che De Rienzo ha scritto nel suo ultimo post social in cui mostra la fotografia di un posacenere pieno di sigarette. Il post è datato 14 luglio, alle 4 di notte.

L’attore di Smetto quando Voglio sarebbe morto il giorno dopo la pubblicazione dell’ultimo post, di quel posacenere che ora gli investigatori esamineranno in cerca di informazioni.  Proprio da quest’ ultimo post sui social l’idea che l’attore di origini partenopee l’eroina possa averla fumata. Il che spiegherebbe l’assenza di siringhe in casa. I familiari hanno ammesso agli inquirenti che l’attore napoletano in passato aveva avuto a che fare con la droga. Una dipendenza che aveva superato. Nell’appartamento i carabinieri hanno rinvenuto anche alcuni medicinali, pare dei tranquillanti, anche questi al vaglio delle forze dell’ordine.

L’avvocato della famiglia: “Non dovevano uscire quelle notizie”

L’avvocato Piergiorgio Assumma, legale di fiducia ed amico della famiglia dell’attore Libero De Rienzo, precisa che, al momento, “si sta verificando, da parte degli organi di stampa, una fuoriuscita di notizie. Tale incontrollata divulgazione, ingiustificata a livello umano, è basata su notizie che per legge, rappresentando anche il contenuto di atti di indagine, dovrebbero essere coperte dal segreto istruttorio. Ciò rappresenta – spiega nella nota – non solo in ottica della privacy, ma anche in termini dei due codici, penale e di procedura penale, una piena violazione”.

“Su questo punto, la difesa si riserva eventuali azioni giudiziarie, qualora continui questo comportamento, ossia, non quello della libertà di stampa, circa la notizia della morte di Libero, ma quello relativo a notizie che stanno apparendo spesso romanzate (quali: la presenza di una terza persona nell’appartamento, il decesso da più di 24 ore ecc.)”, spiega.

“Libero De Rienzo aveva due figli piccoli, vanno tutelati”

Il legale ricorda che, “attualmente, siamo di fronte ad ipotesi investigative e sarebbe doveroso un maggior contegno, nel rispetto non solo dei familiari, ma anche dei due figli di Picchio, rispettivamente di 2 e 6 anni. La presenza dei due minori richiede e richiederà sempre un tratto umano di maggior livello. Tali ipotesi stanno alimentando, infatti, il dolore dei familiari, aggiungendo ulteriore ed inutile angoscia, che nell’astratta ipotesi di una ricostruzione veritiera, non aggiungerebbero nulla alla realtà dei fatti, ma, anzi, lederebbero l’immagine e la memoria di un grande artista. Nella vita, bisogna avere rispetto della morte. La difesa tende a precisare che non rilascerà ulteriori comunicazioni”.

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