Lazio in zona gialla? Per i virologi non ci sono le condizioni: situazione gestibile

sabato 31 Luglio 13:59 - di Roberto Frulli
covid

L’ipotesi che il Lazio, oltre ad altre Regioni, diventi zona gialla per il Covid non convince i virologi. Per molti di loro i numeri, al momento, non giustificano questa decisione.

“Io, al momento, non vedo i numeri per poterlo stabilire – all’Adnkronos Salute Massimo Ciccozzi, direttore dell’Unità di Statistica medica ed epidemiologia dell’Università Campus Bio-Medico di Roma. – Gli accessi in area medica e in terapia intensiva sono al di sotto della nuova soglia stabilita per il passaggio in zona gialla”.

“Gli ospedali non sono sotto stress – assicura Ciccozzi. – E, poi, ricordiamolo, è stato fatto un grande lavoro con le vaccinazioni visto che siamo vicino al 70% dei cittadini adulti con doppia dose“.

“E’ vero c’è un aumento dei casi e ci sono focolai dei focolai – aggiunge Ciccozzi – ma la situazione mi sembra sotto controllo“.

Una posizione, quella sulla zona gialla, condivisa anche da Claudio Mastroianni, direttore del Dipartimento di Malattie infettive del Policlinico Umberto I di Roma.

Nel Lazio, dice ad Adnkronos, “per ora abbiamo una situazione di occupazione dei posti letto Covid intorno al 3-4%, quindi gestibile, ma credo che la prossima settimana sarà decisiva perché sembra che possa esserci una stabilizzazione dei nuovi contagi che farebbe evitare la zona gialla“.

Secondo l’infettivologo “c’è però il problema del rientro dalle vacanze dopo Ferragosto, su questo ancora non si sta ragionando bene. Per ora siamo sotto le soglie critiche, anche all’Umberto I, dove c’è una situazione gestibile“.

“In questa fase sono molto importanti i tassi di ospedalizzazione e la gravità della malattia, dobbiamo guardare soprattutto a questi dati – suggerisce il direttore dell’Inmi Spallanzani di Roma, Francesco Vaia. – Da questo punto di vista i numeri del Lazio sono bassi. Non dobbiamo fare una corsa tra le Regioni ma dire con molta nettezza che tutti dobbiamo cooperare con intelligenza e pazienza affinché le fasce anagrafiche stabilite dalle autorità regolatorie siano vaccinate in doppia dose convincendo gli indecisi e gli esitanti“.

Dello stesso avviso anche Enrico Di Rosa, direttore del servizio di Igiene pubblica Asl Roma 1 e coordinatore Collegio operatori della Società Italiana di Igiene, Medicina preventiva e sanità pubblica.

“Il Lazio ha avuto un aumento disomogeneo di contagi nelle scorse settimane, l’incremento è iniziato a Roma, proprio nell’Asl 1, e poi ora si sta spostando nelle province. – rivela Di Rosa. – Però i segnali ci dicono che si va verso una tendenza alla stabilità dei nuovi contagi. Abbiamo un Rt alto ma gli ospedali non sono sotto stress e stiamo per raggiungere il 70% degli adulti vaccinati con la seconda dose. Quindi c’è una situazione di attenzione alta ma gli elementi che abbiamo ci inducono una certo ottimismo per le prossime settimane”.

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