Investì e uccise due studentesse a Corso Francia, 5 anni e 4 mesi in appello per Pietro Genovese

giovedì 8 Luglio 18:35 - di Redazione

Obbligo di dimora a Roma e permanenza domiciliare dalle 22 alle 7 del mattino per Pietro Genovese. Accusato di omicidio stradale plurimo per l’incidente di Corso Francia a Roma, che è costato al vita a due studentesse sedicenni. Lo ha stabilito con un’ordinanza la Corte d’Assise d’Appello. Che ha accolto la richiesta di concordato per una pena a cinque anni e quattro mesi proposta dalla difesa del giovane, figlio del famoso regista Paolo Genovese. E che aveva avuto il consenso della procura generale.

Incidente Corso Francia, obbligo di dimora a Roma per Genovese

La difesa del giovane, con l’avvocato Gianluca Tognozzi e Franco Coppi, aveva chiesto la libertà. Ma la procura generale ha espresso parere contrario. I giudici hanno ritenuto che l’obbligo di dimora possa soddisfare in modo adeguato “l’esigenza cautelare sociale”. Tenuto conto che Genovese è incensurato e del corretto comportamento processuale dell’imputato. E della revoca della patente di guida. Genovese lascia dunque i domiciliari dopo un anno e sette mesi.

Lascia i domiciliari dopo un anno e 7 mesi

Il giovane era accusato di omicidio stradale plurimo per l’incidente avvenuto nella notte tra il 21 e il 22 del dicembre 2020 a Corso Francia. Nel quale morirono le studentesse Gaia Von Freymann e Camilla Romagnoli. Nel procedimento non comparivano più come parti civili le famiglie delle due ragazze dopo il risarcimento. “Abbiamo sempre voluto la verità e quella è rimasta. La colpa è del ragazzo, l’entità della pena non ci interessa riguarda solo la coscienza dei giudici”, ha commentato la madre di Camilla Romagnoli.

In primo grado condannato a 8 anni

Cinque anni e quattro mesi per Genovese a processo con l’accusa di omicidio stradale plurimo. La Corte d’Assise d’Appello di Roma ha accolto la richiesta di concordato proposta dalla difesa del giovane.  I giudici hanno ratificato l’accordo tra difesa e procura generale chiudendo la vicenda giudiziaria. E rendendo definitiva la pena inflitta. In primo grado, lo scorso 19 dicembre, il giovane era stato condannato con rito abbreviato dal gup Gaspare Sturzo a 8 anni mentre l’accusa con il pm Roberto Felici aveva chiesto per lui 5 anni.

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