Galli: «Temo nuovi ricoveri». E se la prende con le piazze anti Green pass: ora gli “untori” stanno lì

lunedì 26 Luglio 11:59 - di Natalia Delfino
ricoveri

Dopo i festeggiamenti per gli Europei, tocca alle manifestazioni di protesta contro il Green pass. Ora è sulle persone scese in piazza sabato che si appiccica il bollo di “untori” e di potenziale causa non solo dell’aumento dei contagi, ma anche dei ricoveri. «Mi auguro che i ricoveri in ospedale non aumentino», ha detto Massimo Galli, spiegando però che di fronte alle proteste dell’altro giorno «comincio a temere di sì». «Non è il momento di pensare che si possa cercare di far finta che il problema non esista, temo sia un ottimo veicolo per la diffusione del virus», ha aggiunto il direttore di Malattie infettive all’ospedale Sacco di Milano, ospite di Agorà Estate su RaiTre. Secondo lo statistico Antonello Maruotti, però, «la temuta quarta ondata è sempre meno probabile».

La profezia nefasta di Galli sui ricoveri

Ospite di Agorà estate, su Rai 3, Galli è tornato ad avvertire che «allo stato attuale dei fatti si infettano soprattutto i non vaccinati», ammettendo comunque che «anche una buona fetta dei vaccinati si può infettare». «Tra i non vaccinati è facile che si possa sviluppare, se sono di una certa età, la malattia come l’abbiamo conosciuta, che porta anche in rianimazione o peggio». «Sto parlando soprattutto ma non esclusivamente dei non vaccinati, chi è immunizzato fa un malattia lieve», ha ribadito l’infettivologo, per il quale, tra l’altro, «questa cosa dei nove mesi (di durata del Green pass, ndr) è una grossolana sciocchezza. Perché nessuno assolutamente sa se questo è un dato reale oppure no. Se è un discorso per cui si dicesse si prende tempo, poi si vedrà, mi sta bene».

Lo statistico: «Ricoveri su, ma il sistema reggerà»

Secondo l’ordinario di Statistica all’Università Lumsa e cofondatore dello StatGroup19, Antonello Maruotti, però, anche se «vedremo salire, ma lentamente, i ricoveri in terapia intensiva e nei reparti ordinari, il sistema sanitario nazionale non andrà in sofferenza». «La crescita del numero di nuovi positivi registrati ogni giorno dovrebbe fermarsi per la fine del mese di luglio o la prima settimana di agosto, al più tardi». Dunque, per Maruotti, che ha presentato i risultati di uno studio sugli ultimi dati relativi ai contagi e alle ospedalizzazioni, «potremmo essere ben presto al picco di incidenza, o meglio ad un plateau, un periodo in cui i contagi saranno relativamente elevati (intorno ai 10mila casi, nello scenario peggiore; circa 6.500 in quello migliore) e costanti. Questo perché si sta esaurendo l’effetto congiunto della variante Delta e degli assembramenti legati ai festeggiamenti per la vittoria degli Europei».

«La temuta quarta ondata è sempre meno probabile»

Maruotti, quindi, ha sottolineato che «l’epidemia rallenta la sua crescita» e «la temuta quarta ondata è sempre meno probabile». «Sono infatti eventi esterni, come appunto gli assembramenti per le partite dell’Italia, ad aver spinto in modo eccessivamente veloce i nuovi contagi, in questa fase. Limitare assembramenti, in assenza di controlli, di grandi folle riporterà l’epidemia sotto controllo. La vaccinazione della popolazione aiuta a contenere la ripresa del contagio, ma la quota di non vaccinati è ancora elevata e brevi periodi di rapida ripresa dei contagi sono sempre probabili. Nulla di cui preoccuparsi, per ora».

L’invito a mantenere il distanziamento sociale

«Le ospedalizzazioni di oggi sono frutto dell’incremento dei casi nelle ultime due settimane. Tutto come atteso, quindi. Anzi, la vaccinazione – ha aggiunto lo statistico – ha ridotto la gravità delle infezioni e, in pratica, sono solo coloro che non hanno completato il ciclo vaccinale ad essere a rischio. Non bisogna tuttavia abbassare la guardia. È necessario – ha concluso Maruotti – evitare situazioni e luoghi in cui il distanziamento sociale non può essere garantito, soprattutto in presenza di individui non vaccinati».

 

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