“Di dove sei?”. Iracheno cercava americani da accoltellare a Firenze: feriti alcuni passanti

venerdì 30 Luglio 18:00 - di Marta Lima

Cercava cittadini statunitensi per aggredirli nutrendo risentimento verso gli Usa dopo il ritiro delle truppe americane dall’Iraq: è quanto sarebbe emerso a seguito dell’arresto per resistenza di un cittadino iracheno di 31 anni, di etnia curda, effettuato dalla Polizia di Stato a Firenze dopo che giovedì 29 luglio ha aggredito con un coltello un turista olandese a bordo di un vagone della tramvia all’altezza della fermata delle Cascine. Il turista olandese è stato colpito all’orecchio ed ha riportato una prognosi di 15 giorni. L’iracheno si trova nel carcere di Sollicciano.

Il terrorista iracheno a caccia di obiettivi americani

Dalle indagini condotte dalla squadra mobile sono emersi elementi che fanno ipotizzare che la stessa persona possa essere coinvolta in analoghe aggressioni avvenute in città nelle ultime 24 ore: talune di esse si erano sostanziate in una violenza fisica effettuata senza l’utilizzo di oggetti contundenti, altre invece ricorrendo all’uso di coltelli o taglierini.

L’attenta ricostruzione di tutti gli elementi raccolti – spiegano gli investigatori della Polizia – fa ipotizzare che l’iracheno si sia reso responsabile di sei diverse aggressioni, portate avanti in differenti zone della città di Firenze, fatti che attualmente sono al vaglio della Procura. In alcuni episodi l’uomo ha aggredito le proprie vittime senza prima avergli rivolto parola, mentre in altre, parlando in lingua inglese, ha prima chiesto di quale Paese fossero originari (“Where are you from?”).

Alla luce della ricostruzione effettuata, spiegano ancora gli inquirenti, “alla base di tali comportamenti non vi sono motivazioni religiose di tipo integralista, ma piuttosto il fatto che l’uomo, di etnia curda, era alla ricerca di cittadini statunitensi poiché nutre risentimento verso gli Stati Uniti d’America a causa dell’asserito abbandono del suo popolo successivamente alla ritirata dall’Iraq.

Lega e Fratelli d’Italia attaccano

“I nostri migliori auguri di pronta guarigione alle vittime, alcune in situazione di salute molto grave. Abbiamo appreso da fonti della questura, che ringraziamo per la chiarezza, della gravità degli episodi che si sono verificati a ieri a Firenze. Non possiamo accettare che ci sia stato qualcuno che per un’intera giornata sia potuto andare in giro indisturbato brandendo un’arma e ferendo gravemente delle persone”. Lo affermano i consiglieri comunali della Lega Emanuele Cocollini e Antonio Montelatici a proposito dell’arresto del 31enne iracheno accusato di sei aggressioni a Firenze.

“Chiediamo al sindaco Nardella ed al prefetto di affrontare una volta per tutte il problema dell’emergenza sicurezza che affligge la nostra città. Non è propaganda, sono i fatti che, purtroppo – concludono Cocollini e Montelatici – dimostrano la triste realtà di Firenze”.

Anche Fratelli d’Italia solleva il tema della sicurezza a Firenze. “Ci colleghiamo a quanto denunciato anche dai colleghi consiglieri della Lega. Fino ad ieri, un terrorista era a spasso per Firenze. Da quanto appreso dagli organi inquirenti l’aggressione avvenuta ieri, in tramvia, contro un cittadino olandese non sarebbe stato un episodio isolato. Non è chiaro il movente e l’obiettivo di questo aggressore seriale. Sappiamo solo che il cittadino iracheno arrestato si sarebbe macchiato di analoghe aggressioni nelle ultime 24 ore ricorrendo a violenza fisica e, in altri casi, utilizzando coltelli e taglierini. Un clandestino, di origine curda, che ha terrorizzato e colpito diverse persone in città”. Lo dichiarano i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Alessandro Draghi e Jacopo Cellai.

“Pensiamo che non sia più rimandabile un Cpr in provincia di Firenze, non è ammissibile che uno straniero, con permesso di soggiorno scaduto, si aggiri per la città e con un coltello da cucina e ferisca sei persone in una sola mattinata. Il modello di accoglienza buonista della sinistra – concludono Draghi e Cellai – è giunto al capolinea. Ancora più efferato, da come si evince dalla notizia, che l’aggressore seriale stesse cercando cittadini statunitensi, chiedendoli ‘where are you from?’ per assicurarsi fossero americani, al fine di colpirli per vendetta”.

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