Ddl Zan, tuona il vescovo di Verona: “Non può dirsi cattolico chi sostiene la teoria gender”

giovedì 1 Luglio 10:49 - di Adriana De Conto
ddl Zan vescovo

Quante bordate arrivano al Ddl Zan. Dopo femministe, lesbiche, costituzionalisti, esponenti del Pd più dialoganti, spunta ora un giudizio al vetriolo del vescovo di Verona rilasciato a Libero.  Il disegno di legge Zan come la Gestapo. Monsignor Giuseppe Zenti ha scagliato fulmini e saette con paragoni estremi contro il testo che negli articoli 1-4 e 7 necessita di una riscrittura se non si vogliono lasciare intatte ambiguità e discriminazioni. Così, per celebrare i cinquant’ anni di sacerdozio ha scelto di affrontare con i fedeli la materia incandescente. «Di fronte a chi mi chiede luce, confuso e disorientato non posso tacere – ha detto durante l’omelia. Me ne prendo la responsabilità senza coinvolgere gli altri confratelli vescovi: può dirsi veramente cattolico chi sostiene la teoria ideologica del gender, che contrasta radicalmente con la Bibbia e con il magistero? Non possiamo stare zitti quando vengono messi a rischio i valori fondamentali della famiglia e della vita (…). Auspichiamo che si possa continuare a dirlo, che non resti traccia nel ddl di bavagli o possibili incarcerazioni. Sarebbero residuati da Gestapo».

Ddl Zan, il vescovo di Verona: “Non posso più tacere”

Il nocciolo del problema è proprio questo. La concreta possibilità che nella forma originale il ddl Zan possa imporre per legge il pensiero unico. E’ questo l’aspetto che inquieta tutti, ma non Letta e la sinistra che vorrebbero imporlo così com’è.  Monsignor Zenti ha proseguito invitando a considerare un ampio spettro di discriminazioni: «Nessuno mette in dubbio che i tempi siano maturi per superare la logica delle discriminazioni. Ma vanno superate tutte, in una visione olistica, a cominciare da quelle che colpiscono i disabili: penso a chi soffre di autismo, ai quali la società e lo Stato danno soltanto le briciole. Ci sono discriminazioni legate alla povertà, dovute alla disoccupazione o alla mancanza di una pensione dignitosa per i più anziani». Non ci sono discrinazioni di serie A e di serie B.

“La famiglia è il gioiello di Dio, lasciatecela nella sua bellezza”

Certo, ha sottolineato il vescovi di Verona: «Ci sono anche nell’ambito delle differenze sessuali, ma la famiglia è il gioiello di Dio, il vertice della creazione: il progetto di Dio non prevede altre forme di trasmissione della vita umana. Lasciatecela nella sua bellezza». Ricordiamo che  monsignor Zen è uno che ha sempre parlato in chiaro e controcorrente. Come in occasione della Conferenza sulla Famiglia osteggiata e svillaneggiata dalla sinistra che aveva definito «sfigati» e «medievali» i promotori. E da uomo di cultura fece un appunto alle parole usate a casaccio:  «Il Medioevo fu un periodo di forti valori culturali. Ogni persona che partecipa al Congresso esprime un atto di libertà civile; e nessuno ha il diritto di snobbarla o addirittura di insudiciarne il volto».

Ddl Zan, il vescovo di Sanremo: “Una legge che punisce le discriminazioni c’è già”

Interviene spesso sui temi sensibili al centro del dibattito pubblico. E’ tornato a ribadire che «esiste soltanto un tipo di famiglia, quella composta da uomo e donna, e i bambini hanno il diritto di chiamare i propri genitori mamma e papà, non “genitore uno” e “genitore due”». Non è solo al riguardo:  assieme a lui  c’è il Vescovo di Sanremo -Ventimiglia, monsignor Antonio Suetta, che ha fatto sentire la sua opinione: «il ddl Zan sovverte la legge di Dio» e «una legge che punisce le discriminazioni c’è già».

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