Contagi ancora su (4.259) e 21 morti. Minelli: è il monoclonale italiano la soluzione per virus e varianti

mercoledì 21 Luglio 18:48 - di Lara Rastellino
monoclonale italiano

Il virus non molla la presa. In 24 ore, contagi ancora su (4.259) e le vittime raddoppiano: 21 morti. L’immunologo Minelli però rassicura: abbiamo una «pallottola d’argento, il monoclonale italiano. La migliore soluzione possibile»… Dunque, il numero dei contagi continua a salire. E, almeno per quanto riguarda la giornata di oggi, anche il dato sulle vittime. E allora, sono 4.259 i nuovi contagi da Covid in Italia (ieri 3.558), secondo i numeri del ministero della Salute. Mentre sono 21 i morti registrati nelle ultime 24 ore. Il doppio dei decessi di ieri (10). Che portano a 127.905 il totale delle vittime da inizio emergenza. Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 235.097 tamponi, con un tasso di positività che sale all’1,8% (ieri 1,6%). In salita, secondo il report, anche il numero delle persone ricoverate in ospedale con sintomi. Che sono 1.196 (ieri 1.194), con un aumento di 2 unità rispetto a ieri. Mentre sono 158 i ricoverati in terapia  intensiva (-7 rispetto a ieri). Con 9 ingressi nelle ultime 24 ore. Infine, ad oggi risultano 4.118.124 di guariti (+ 2.235). E 51.308 gli attualmente positivi (+1.998).

L’immunologo Minelli: il monoclonale italiano è la soluzione migliore possibile

Allora, per l’immunologo Minelli la risposta alle nostre aspettative potrebbe arrivare dal monoclonale italiano. Tanto che l’esperto spiega: «Per chi, come noi, si occupa di medicina di precisione, la specificità degli anticorpi monoclonali costruiti intorno al bersaglio che si vuole colpire. E che in questo caso è rappresentato da un virus piuttosto eclettico. Costituisce la migliore soluzione possibile. Peraltro già abbondantemente ed efficacemente verificata nell’immunologia clinica e in oncologia». Insomma, la prospettiva migliore da cui aspirare ad alte percentuali di successo nel trattamento anche domiciliare della Covid-19». Lo sottolinea all‘Adnkronos Salute l’immunologo clinico e allergologo Mauro Minelli, coordinatore per il Sud Italia della Fondazione per la Medicina Personalizzata. Un giudizio ottimista che l’esperto ha rilasciato commentando l’annuncio di Rino Rappuoli, direttore scientifico e responsabile Ricerca e Sviluppo di GlaxoSmithKline, sul farmaco italiano che promette di curare anche i casi di malattia provocati dalle varianti.

Il monoclonale italiano previene e cura, agisce su virus e varianti

«In questo caso – prosegue – la soluzione appare ancora più incoraggiante per essere sostenuta da anticorpi monoclonali di nuova generazione, che si sono già dimostrati capaci di neutralizzare la variante inglese e quella brasiliana. E che si rivelano in grado di bloccare, in ragione della loro forza terapeutica, anche la più temibile variante indiana – ricorda Minelli –. Si tratta di passaggi decisivi in una guerra senza quartiere. Nella quale i vaccini sembrano perdere parte della loro forza al cospetto delle varianti». «La capacità di questa soluzione terapeutica di neutralizzare l’azione di penetrazione del virus nella cellula umana. E, contestualmente, di attivare più ampie dinamiche immunologiche di fagocitosi delle particelle virali, rende il monoclonale un’arma» dalla doppia valenza. Ossia, come spiega l’esperto, «in grado di svolgere contestualmente funzione preventiva ma anche funzione terapeutica nelle fasi precoci dell’infezione. Quando è ancora in corso la replicazione virale», osserva l’immunologo.

«Una nuova “pallottola d’argento” contro un nemico infido e pericoloso»

«A questo potremmo anche aggiungere il vantaggio di estendere l’immunoprotezione a coloro che, richiamandosi alla salvifica efficacia di una terapia domiciliare fin qui mai precisamente codificata, potrebbero finalmente avere un valido riscontro alle loro attese. Tra l’altro, trattandosi nello specifico di uno strumento davvero potente, le dosi del prodotto risultano essere più contenute. Con conseguente abbassamento dei costi. C’è solo da sperare che la sperimentazione ultima, unitamente a verifiche ed autorizzazione, possano rapidamente concludersi nel nostro Paese. Per sdoganare già in autunno magari una nuova “pallottola d’argento” contro un nemico infido e pericoloso», conclude, ottimisticamente, l’esperto.

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