Variante delta, terrorismo a tutto spiano. Ma per fortuna i ricoveri non aumentano

venerdì 25 Giugno 17:14 - di Adele Sirocchi
variante delta

Quanto circola la variante Delta, la più contagiosa insieme alla Delta plus, nel nostro Paese? A nome del Cts  il coordinatore Franco Locatelli avverte che nelle aree dove ci sono focolai sarebbero auspicabili nuove chiusure. L’Italia appena passata in zona bianca, dunque, si trova ancora alle prese con la paura del Covid. Con il rischio del lockdown, con l’obbligo della mascherina.

Locatelli (Cts) paventa nuove chiusure

Un allarme giustificato? Intanto lo stesso Locatelli fa sapere che la stima di una diffusione del 26% della variante Delta in Italia è esagerata. Ma una vera stima ancora non c’è. Il ministro Speranza è come al solito in ritardo: le ultime stime – annuncia – parlano di una diffusione all’1% ma sono state eseguite nuove verifiche e i dati saranno resi noti nei prossimi giorni. E poi ripete le parole di Angela Merkel: non è finita, anche se in terapia intensiva ci sono solo circa 320 pazienti. Un dato incoraggiante rispetto ai 4000 della terza ondata.

Iss: variante indiana al 16,8% in Italia a giugno

Sulla diffusione della temibile variante fa il punto l’Iss: dai sequenziamenti del mese di giugno emerge un aumento, in percentuale, dei casi di variante Kappa e Delta, la cosiddetta indiana e un suo sottotipo, che passano dal 4,2% nel mese di maggio al 16,8%. La variante dominante resta quella inglese. 

In Israele torna l’obbligo della mascherina al chiuso

Con la variante delta, torna lo spettro della mascherina. Sempre Speranza raccomanda di metterla al chiuso o quando ci sono rischi di assembramento anche all’aperto. E in Israele tornerà l’obbligo di indossarla negli ambienti chiusi: obbligo che era stato revocato solo il 15 giugno. Dieci giorni e ci risiamo.

Inghilterra: i contagi aumentano del 46% in una settimana

L’Inghilterra è il Paese dove il contagio dovuto alla variante delta è più preoccupante. I casi nel Regno Unito sono aumentati del 46 per cento in una settimana. Lo rilevano i nuovi dati di Public Health England (Phe), che indicano 35.204 nuovi casi della variante dalla scorsa settimana, per un totale di 111.157, pari appunto ad un incremento del 46%. Circa 42 di questi casi appartengono alla cosiddetta variante Delta +, che si diffonde ancora più facilmente e sembra essere più resistente alle terapie.

Ma sui ricoveri non c’è l’impennata

Ma se ora la variante Delta rappresenta circa il 95% dei nuovi casi sequenziati nel Regno Unito, secondo Phe le vaccinazioni continuano ad avere un “effetto cruciale sui ricoveri in ospedale e sui decessi“. Nella settimana che si è conclusa il 21 giugno, i nuovi ricoveri sono stati 514. In 304 casi si trattava di persone non vaccinate.

Maggiore: all’aumento dei casi non corrisponde l’aumento dei ricoveri

“Il vero problema della variante Delta – dice Salvatore Maurizio Maggiore, docente di Anestesiologia dell’università di Chieti-Pescara – è che non sappiamo esattamente cosa comporterà. Fortunatamente i dati che arrivano da altri Paesi indicano che all’aumento dei contagi non corrisponde l’aumento dei ricoveri. Quindi significa che la vaccinazione è efficace, magari non nel prevenire il contagio, ma nell’evitare lo sviluppo dei sintomi gravi che portano in ospedale. Non abbiamo però certezze assolute, quindi, anche in base alle esperienze delle precedenti ondate, auspichiamo prudenza e attenzione”.

Draghi: non vogliamo ritrovarci come l’Inghilterra

Insomma la cautela è d’obbligo, l’allarmismo no. L’Italia oggi deve combattere “con determinazione” la diffusione del coronavirus Sars-CoV-2, per evitare sia di ritrovarsi nelle condizioni in cui versa oggi il Regno Unito, commenta Mario Draghi.  

“In Italia – dice il premier – ci si deve comportare con vigilanza, continuare con determinazione la campagna vaccinale, continuare o aumentare addirittura i test con i tamponi, aumentare il sequenziamento. Individuare rapidamente i focolai che si creano nelle regioni e reagire rapidamente”.

Draghi: in un anno avremo pur imparato qualcosa

“Il problema – aggiunge – è che in Inghilterra vediamo come la diffusione di questa variante sta creando incertezza sulla ripresa economica, sulla quale il Paese era avviato molto, molto bene. Noi non vogliamo né trovarci in questa situazione, né soprattutto in autunno, quando ricominciano le scuole, quando i trasporti pubblici ritornano ad essere pieni, non vogliamo certamente ritrovarci nella situazione dello scorso anno. Insomma, è passato quasi un anno: avremo imparato anche qualcosa“, conclude.

 

 

 

 

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