Variante Delta, nuovi casi in Italia. Aumento in Europa. L’Iss: «Servono tracciamenti e vaccini»

venerdì 25 Giugno 13:42 - di Redazione

La variante Delta preoccupa anche l’Italia dove si registrano nuovi focolai. Soprattutto tra i non vaccinati. Guardia alta sull’ex variante indiana che, più di altri, presenta una maggiore trasmissibilità. O potenzialità di eludere parzialmente la risposta immunitaria.

Variante Delta, nuovi focolai anche in Italia

La circolazione di queste varianti ha portato a un inatteso aumento dei casi in altri Paesi europei con alta copertura vaccinale. Pertanto è opportuno realizzare un tracciamento e sequenziamento dei casi”. Lo evidenzia la bozza del report dell‘Istituto superiore di sanità e del ministero della Salute sui dati del periodo 14-20 giugno. Che sarà presentata nel pomeriggio. Quello che manca di più è il tracciamento. Come denunciano medici ed esperti. Si fanno ancora pochi screening. L’Istituto superiore di sanità chiede un capillare tracciamento e sequenziamento dei casi. Una elevata copertura vaccinale. E  il completamento dei cicli per evitare recrudescenze della pandemia. L’Rt nazionale resta stabile 0,69 ma continua invece costante la riduzione dell’incidenza. Uno dei valori chiave per le decisioni sulle misure contro il Covid, che scende ancora a 11 casi ogni 100 mila abitanti aggiornato a ieri. Rispetto al 16,7 di 7 giorni fa.

Servono tracciamento capillare e copertura vaccinale

Il lavoro è quello di vaccinare il prima possibile” perché “con la diffusione della variante Delta, che ha una contagiosità decisamente superiore a quella inglese, rischiamo anche che le misure come il distanziamento siano poco efficaci”. Così il presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga a Canale 5.

“La preoccupazione per la diffusione della variante Delta c’è”, avverte Edoardo De Robertis, primario della terapia intensiva dell’ospedale di Perugia. ” È una preoccupazione anche importante, perché significa predisporre la risposta delle strutture, terapie intensive comprese, ed è quello che stiamo facendo. E su questo c’è una certa preparazione acquisita. Perché purtroppo il sistema è stato testato varie volte”. Per ora la situazione è sotto controllo. “Abbiamo pochi pazienti Covid in ospedale – spiega –  pochissimi in terapia intensiva e, da qualche giorno, non ci sono stati nuovi ricoveri”. Quello che sappiamo di sicuro è che si sta diffondendo la variante Delta . E che  sarà prevalente nel giro di alcune settimane. Sappiamo che si tratta di una variante aggressiva. Ma abbiamo anche i vaccini. “Rispetto agli inglesi – aggiunge –  che hanno vaccinato con una sola dose. E quindi con una copertura ridotta. La nostra strategia è stata quella di vaccinare più correttamente con due dosi. Il maggior numero di persone possibili”.

Guardia alta, ritorno alla normalità con moderazione

Insomma la vaccinazione resta il migliore antidoto. “Se è molto probabile che in autunno ci possa essere una lieve ripresa dei contagi – prospetta lo specialista – altrettanto probabile è che sarà contenuta dalla presenza di un gran numero di vaccinati completamente”. Nessun allarmismo ma guardia alta. De Robertis invita a “tornare a una vita ‘normale’ con moderazione. “Alcune buone pratiche non vanno assolutamente abbandonate. Togliere la mascherina all’aperto va anche bene, ma non deve significare che le persone si sentano autorizzate a toglierla in luoghi chiusi o affollati. Le persone devono capire che, purtroppo, non tutto è passato”.

Esplosione di casi nel Regno Unito

In Gran Bretagna la situazione è allarmante. I casi di variante Delta nel Regno Unito sono aumentati del 46 per cento in una settimana. Lo rilevano i nuovi dati di Public Health England (Phe). Che indicano 35.204 nuovi casi  dalla scorsa settimana. Per un totale di 111.157. Ma se ora la variante ex inglese rappresenta circa il 95% dei nuovi casi sequenziati nel Regno Unito, secondo Phe le vaccinazioni continuano ad avere un “effetto cruciale sui ricoveri in ospedale e sui decessi”. Nella settimana  i nuovi ricoveri sono stati 514. In 304 casi si trattava di persone non vaccinate.

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