Vaccino Pfizer agli adolescenti: quali sono gli effetti collaterali, tutti lievi e nessuna trombosi

domenica 13 Giugno 9:52 - di Mia Fenice
Pfizer

Il vaccino Pfizer è l’unico vaccino autorizzato dai 16 anni in su. Ed è l’unico, finora, ad aver ottenuto il via libera per i ragazzi dai 12 ai 15 anni, prima negli Stati Uniti e, da fine maggio, da parte dell’Ema e dall’Aifa. Le autorizzazioni, si legge sul Corriere della Sera, sono state date in base agli studi clinici di Fase 3 pubblicati sulla rivista scientifica New England Journal of Medicine che ha esaminato una coorte di 2.260 adolescenti di età compresa tra 12 e 15 anni divisa in due gruppi (metà circa ha ricevuto un placebo e metà il vaccino Pfizer) arruolati negli Stati Uniti. Nell’analisi è stato compreso il confronto con un gruppo di età 16-25 anni proveniente da vari Paesi.

Pfizer, gli effetti collaterali più frequenti

Quindi, quali sono gli effetti collaterali più frequenti? Quelli riscontrati, riporta il Corriere,  sono stati da lievi a moderati, con frequenze simili in entrambe le coorti e con sintomi che si sono risolti entro uno o due giorni, più spesso segnalati dopo la seconda dose. Il dolore al braccio dove è stato inoculato il vaccino è stato quello più comune. Poi forti mal di testa e grave affaticamento erano gli eventi «sistemici» segnalati più spesso. Meno nel gruppo 12-15 anni rispetto a quello 16-25 anni. La febbre oltre i 38°C si è verificata dopo la seconda dose nel 20% dei riceventi 12-15 anni e nel 17% della classe 16-25 anni. Gli eventi avversi gravi, si legge sempre sul Corriere, sono stati pochi e nessuno correlato al vaccino. «Non ci sono state trombosi o reazioni allergiche, né decessi», scrive il Corriere.

Alcuni casi di miocarditi

Altre segnalazioni di effetti collaterali legati alla giovane età e ai vaccini Pfizer (e Moderna), si legge sempre sul Corriere,  riguardano alcuni casi di miocarditi (infiammazione del muscolo cardiaco associata a virus, batteri o funghi) su cui si sta indagando. A lanciare l’allerta il ministero della Salute israeliano con uno studio che ha registrato 275 casi tra uomini di età 16-30 su oltre 5 milioni di persone vaccinate. Circa la metà con precedenti condizioni mediche. L’incidenza di miocarditi è risultata maggiore rispetto a quanto atteso nel gruppo di maschi tra i 16 e i 19 anni. Il disturbo è stato classificato come lieve e la maggior parte dei pazienti ha trascorso in ospedale non più di quattro giorni.

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