Un uomo di 34 anni ricoverato a Genova: si era vaccinato il 5 giugno con Johnson&Johnson

mercoledì 16 Giugno 18:49 - di Redazione
Johnson&Johnson

Un uomo di 34 anni è ricoverato in terapia intensiva al San Martino di Genova per sospetta trombosi. Si era vaccinato il 5 giugno con Johnson&Johnson. Il paziente è cosciente, secondo quanto riferito dall’ospedale.

“Un paziente maschio di 34 anni – recita il comunicato dell’ospedale – si trova presso le nostre strutture con una probabile sindrome trombocitopenica trombotica”.

La nota dell’ospedale San Martino di Genova

“Durante le prime fasi del ricovero, accanto all’elemento distintivo del calo delle piastrine, si è manifestata una sindrome neurologica trattata rapidamente e con successo”, specifica la nota. E’ in corso l’indagine per la ricerca degli anticorpi anti Pf4 “per confermare il sospetto di sintesi trombotica”. Il paziente ha iniziato la terapia con anticoagulanti. Come previsto dal protocollo di Alisa, per la gestione diagnostico terapeutica degli eventi tromboembolici post vaccinazione con vaccino a vettore virale.

Lo stesso ospedale ha poi chiarito che “l’indagine per la ricerca degli anticorpi anti PF4 è risultata negativa e pertanto non esistono correlazioni tra il grave quadro clinico e la somministrazione del vaccino”. Il giovane aveva ricevuto il monodose anti-Covid di Johnson & Johnson il 5 giugno.

Ieri la morte di Alessandro Cocco, 54 anni

Ieri la notizia di un altro possibile effetto avverso del vaccino Johnson&Johnson: si indaga infatti per chiarire se proprio questo vaccino abbia causato la morte di Alessandro Cocco, 54 anni, al Policlinico di Bari. Cocco era qui ricoverato dal 12 giugno per un “evento avverso di tipo ischemico” che si è verificato in “un periodo successivo alla vaccinazione” anti Covid.

Originario di Roma, ricoverato al Policlinico di Bari, si era vaccinato in Puglia il 26 maggio in un hub della provincia di Bari con il siero J&J. Nei giorni successivi alla somministrazione ha avuto un malore e quando è arrivato al pronto soccorso del Policlinico era già in terapia farmacologica prescritta in un altro ospedale “per trombosi venosa periferica”.

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