Stadio arcobaleno per Germania-Ungheria? La Uefa dice no allo spot per il mondo Lgbt

martedì 22 Giugno 15:04 - di Francesco Severini
stadio arcobaleno

Niente illuminazione dell’Allianz Arena di Monaco con i colori dell’arcobaleno per la sfida di stasera della Germania contro l’Ungheria. La partita non si trasformerà in uno spot di sostegno nei confronti della comunità Lgbt. E’ quanto ha deciso l’Uefa dopo aver ricevuto la richiesta della Federcalcio tedesca e della municipalità di Monaco di Baviera.

La Uefa: noi neutrali, lo stadio arcobaleno non si fa

Questa la nota con la quale la Uefa ha detto no alla richiesta: “Il razzismo, l’omofobia, il sessismo e tutte le forme di discriminazione sono una macchia nella nostra società. E rappresentano uno dei maggiori problemi che lo sport deve affrontare oggi. Tuttavia, la Uefa per i suoi statuti è un’organizzazione politicamente e religiosamente neutrale. E visto il contesto politico di questa specifica richiesta, siamo costretti a declinare”.

L’Ungheria esulta per la decisione contro lo stadio arcobaleno

L’Ungheria esulta per la decisione dell’Uefa di impedire che lo stadio di Monaco di Baviera venga illuminato con i colori dell’arcobaleno, come  chiesto dal sindaco della città. “Ha preso la decisione giusta”, ha detto il ministro degli esteri ungherese Péter Szijjártó.

Il capitano della nazionale tedesca Manuel Neuer (nella foto) scenderà ancora in campo con la fascia arcobaleno al braccio. Come ha fatto nelle prime due partite della Germania.

La scelta dello stadio arcobaleno avrebbe assunto il significato di una contestazione alla politica di Orban in un contesto del tutto improprio quale quello di una competizione sportiva.

L’Ungheria ha appena approvato una legge che vieta la propaganda gay tra i minorenni

Martedì scorso il Parlamento ungherese ha approvato infatti una legge che limita la diffusione di materiale che ‘promuove’ l’omosessualità o il cambio di sesso tra i minorenni. La legge è stata fortemente voluta dal primo ministro Viktor Orban.

“Al fine di garantire la protezione dei diritti dei bambini, la pornografia e i contenuti che raffigurano la sessualità fine a se stessa o che promuovono la deviazione dall’identità di genere, il cambiamento di genere e l’omosessualità non devono essere messi a disposizione delle persone di età inferiore ai diciotto anni”, si legge nel testo normativo. Le lezioni di educazione sessuale infine “non dovrebbero essere finalizzate a promuovere la segregazione di genere, il cambiamento di genere o l’omosessualità”.

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