Speranza trema (e non solo lui). L’indiscrezione: «Procurata pandemia, in arrivo i primi indagati»

mercoledì 2 Giugno 13:05 - di Redazione
Speranza

Possibili nuovi sviluppi sull’inchiesta sulla pandemia. Come si legge su Il Giornale «secondo una fonte vicina alla Procura che indaga per epidemia colposa, dalle scrivanie del pool di magistrati di Bergamo coordinati da Maria Cristina Rota, rientrata recentemente da un periodo di ferie, sarebbero pronti a partire a giorni una raffica di avvisi di garanzia». Il Giornale titola: «”Procurata pandemia”. In arrivo i primi indagati. Trema (anche) Speranza». L’ipotesi su cui starebbe lavorando la Procura guidata da Antonio Chiappani, scrive Il Giornale, «ruota su una direttiva Ue, la 1082 del 2013 e ratificata in Gazzetta Ufficiale dall’allora ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che obbliga l’Italia “a sviluppare un piano generico di preparazione a serie minacce transfrontaliere che potrebbero costituire un’emergenza sanitaria internazionale”».

Indagine pandemia, la tesi dei pm

Obbligo che non sarebbe stato rispettato – è la tesi dei pm – da ministri e dirigenti del ministero della Salute. «Nel mirino – si legge ancora su Il Giornale –  ci sarebbero la stessa Lorenzin, Giulia Grillo e Roberto Speranza, titolari del dicastero dal 2014, Claudio D’Amario e il suo predecessore come responsabile della Prevenzione Ranieri Guerra (già indagato per false dichiarazioni ai pm sul report Oms sparito per le implicazioni politiche negative sull’Italia), il direttore dell’Iss Silvio Brusaferro e il capo di gabinetto di Speranza Goffredo Zaccardi, sentito nei giorni scorsi e le cui chat sono state passate al setaccio, e l’assessore al Welfare Giulio Gallera, del quale la Finanza ha già acquisito chat integrali da febbraio a giugno 2020. È lo stesso filone che vede indagato l’ex direttore generale della sanità lombarda Luigi Cajazzo».

La mancata “zona rossa”

Non solo. Nel mirino la mancata “zona rossa” in Val Seriana e «l’improvvida riapertura, il 23 febbraio 2020, del pronto soccorso dell’ospedale di Alzano Lombardo, dove erano stati scoperti i primi casi di positività nel territorio». L’ex direttore medico dell’ospedale di Alzano, «punta il dito contro il Pirellone e il ministro Speranza».

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