Speranza impone la quarantena per la variante Delta ma si “dimentica” i tremila tifosi del Galles

sabato 19 Giugno 19:44 - di Adele Sirocchi
variante Delta Galles

Speranza impone la quarantena di 5 giorni per chi arriva dal Regno Unito e l’obbligo di tampone ma si dimentica che domani si gioca all’Olimpico di Roma Italia-Galles. L’ordinanza del ministro della Salute sarà in vigore infatti solo da lunedì.

I tremila tifosi del Galles preoccupano Roma

Quindi i tifosi del Galles in arrivo (o già arrivati) saranno liberi da questa misura restrittiva. E saranno in tremila, e potranno invadere la movida capitolina che da stasera è senza divieti. Una scelta rischiosa per Roma eppure il ministro Speranza non l’ha considerata. Allora si pongono alcuni interrogativi necessari: la variante Delta è un pericolo oppure no? O lo diventa solo da lunedì? E va considerato anche che la variante Delta non sempre viene rilevata col test rapido in aeroporto.

L’imbarazzo del ministero della Salute

La circostanza sta già creando polemiche più che giustificate. “Proprio il laissez faire garantito ai tifosi del Galles – scrive Il Messaggero – ha finito per creare qualche imbarazzo anche in Gianni Rezza, direttore del dipartimento Prevenzione del ministero della Salute: «Probabilmente – ha ammesso – quando si fa un’ordinanza di questo tipo bisogna dare del tempo per applicarla per non bloccare le persone nel momento in cui arrivano in Italia. Ma le persone che arrivano devono essere testate senza dubbio»”.

Già, ma da chi? Enrico Di Rosa, direttore del Servizio di igiene e sanità pubblica della Asl Roma 1, spiega che «i tifosi che entrano all’Olimpico devono sottoporsi a due test se vogliono restare più giorni a Roma: uno 48 ore prima di prendere l’aereo, l’altro con la stessa tempistica prima dell’ingresso allo stadio. Ma questo non vuol dire abbassare la guardia».

Andreoni: potremmo essere beffati dopo tutti gli sforzi fatti

Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) e primario di infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma, non nasconde la preoccupazione: «Il rischio spesso viene dall’esterno e potremo trovarci di fronte a una beffa dopo tutti gli sforzi fatti».

Si seguono con apprensione, intanto, i dati sui contagi in Gran Bretagna, nel pieno di una terza ondata a causa della variante Delta. Venerdì il Paese ha registrato più di 10.000 nuovi casi di Covid-19 per il terzo giorno consecutivo. In calo comunque rispetto agli 11.007 di giovedì. L’ultima volta che il paese aveva registrato più di 10.000 casi era stato il 22 febbraio scorso, precisa la Bbc.

 

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