Spari a Termini, il centrodestra contro la vergogna del poliziotto indagato: «Andrebbe premiato»

martedì 22 Giugno 18:25 - di Federica Parbuoni
poliziotto indagato

Ha suscitato grande indignazione nel centrodestra e proteste dei sindacati di polizia la notizia dell’indagine della Procura di Roma nei confronti del poliziotto della Polfer che sabato, nei pressi della Stazione Termini, dopo un lungo fronteggiamento, ha sparato un colpo alla gamba di un uomo ghanese di 44 anni, irregolare e già noto alle forze dell’ordine, che minacciava lui e i suoi colleghi con un coltello, seminando il panico e rappresentando un pericolo anche per i passanti. L’agente è indagato per eccesso colposo nell’uso legittimo delle armi. Gli inquirenti hanno presentato l’apertura del fascicolo come «atto dovuto» per per poter espletare le verifiche. Il tentativo di mitigare i contorni dell’indagine, però, fanno notare in molti, non ne affievolisce né il significato né la portata simbolica.

Meloni: «L’unico atto dovuto era fermare quel soggetto»

«Incondizionata solidarietà all’agente: l’unico atto dovuto era intervenire per fermare un soggetto estremamente pericoloso, che con un coltello minacciava le Forze dell’ordine e avrebbe potuto fare del male a cittadini e passanti», ha detto Giorgia Meloni, ricordando che «Fratelli d’Italia è al fianco dei nostri uomini e donne in divisa che ogni giorno rischiano la loro vita per garantire la nostra sicurezza».

FdI: «Il poliziotto andrebbe premiato, non indagato»

Numerose, poi, le voci che si sono levate dal partito: dal vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, per il quale l’indagine «è tutt’altro che un atto dovuto» ed «è ora di invertire l’ordine delle cose e stare dalla parte dei cittadini impauriti e dei poliziotti coraggiosi», al responsabile giustizia del partito, il deputato Andrea Delmastro, per il quale è ora di smetterla «con questa retorica!». «Altro che eccesso colposo nell’uso legittimo delle armi: siamo all’eccesso colposo nell’uso legittimo del codice penale e del codice di procedura penale», ha aggiunto Delmastro. Per il questore della Camera, Edmondo Cirielli, poi «tutto ciò è sconcertante» ed «è davvero un brutto segnale» per forze dell’ordine e cittadini. Per Cirielli, infatti, il poliziotto «andrebbe premiato e non indagato».

La solidarietà di Salvini, Gasparri e Michetti

Incredulo anche Matteo Salvini. «Indagato il poliziotto, che ha difeso colleghi e cittadini dalla violenza di un pregiudicato clandestino e potenziale terrorista islamico? Tutta la mia stima e solidarietà all’Agente, per il delinquente espulsione e tanti saluti», ha scritto su Facebook il leader della Lega. Piena solidarietà all’agente è arrivata anche dal senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, che ha parlato di «ennesimo “atto dovuto” che getta una luce negativa su un agente che invece con sangue freddo e professionalità ha evitato conseguenze peggiori». «Spero che la magistratura archivi subito il caso e che l’episodio faccia riflettere sulla necessità di dotare le forze dell’ordine di taser e garantirgli maggiori tutele», ha concluso Gasparri. Enrico Michetti, candidato del centrodestra a sindaco di Roma, esprimendo anche lui totale solidarietà, ha sottolineato che «questo poliziotto che ha fatto unicamente il suo dovere».

Silenzio a sinistra

E mentre nessuno a sinistra, tranne Carlo Calenda, che ha preso a sua volta le parti dell’agente, sembra essersi accorto di quanto accaduto, durissima è stata la reazione dei sindacati di polizia. «Un immigrato semina il panico con un coltellaccio da cucina, rischia di commettere una strage, ma a risponderne penalmente dovrà essere il poliziotto che ha sparato per mettere fine a quella situazione di pericolo. Benvenuti nell’Italia che tutela il delinquente e ammanetta il poliziotto», ha commentato Fabio Conestà, segretario generale del Movimento sindacale autonomo di Polizia (Mosap).

I sindacati: «Delinquente tutelato, poliziotto ammanettato»

È stato poi Domenico Pianese, segretario generale del Coisp, parlando con Il Giornale, a ricordare che «il poliziotto, a fronte di uno stipendio di 1.500 euro al mese, dovrà nominare una propria difesa, un perito di parte e avvocato», mentre «il migrante, per la sua di difesa, avrà il gratuito patrocinio da parte dello Stato e, ovviamente, a spese dei contribuenti». In sindacato, quindi, si è offerto di sostenere le spese legali per il poliziotto.

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