Sblocco dei licenziamenti: Draghi lascia le mani libere alle imprese tranne che nel tessile

lunedì 28 Giugno 20:46 - di Lucio Meo

Sblocco dei licenziamenti per l’industria manifatturiera ed edilizia con l’eccezione per il tessile e i settori ad esso collegati (calzaturiero, moda). E’ questo uno dei punti sui quali è stato trovato l’accordo nel corso della cabina di regia presieduta dal presidente del Consiglio Mario Draghi, alla quale hanno partecipato i ministri Renato Brunetta, Andrea Orlando, Giancarlo Giorgetti, Roberto Speranza, Elena Bonetti, Daniele Franco e Stefano Patuanelli. Contestualmente le aziende di quei settori potranno fruire della cassa integrazione gratuita. Lo si apprende da fonti di Palazzo Chigi.

Non solo le aziende che hanno tavoli aperti al Mise – come era stato ipotizzato in un primo momento – ma sarà possibile chiedere ulteriori 13 settimane di cassa integrazione gratuita anche per quelle aziende che hanno terminato gli ammortizzatori. La proposta, a quanto si apprende, è stata avanzata dal ministro Andrea Orlando durante la cabina di regia con il premier Mario Draghi. Una proposta che riguarda una platea molto più vasta di aziende, in linea con la ricerca di trovare strumenti alternativi ai licenziamenti. Sarà possibile fare richiesta entro il 31 dicembre.

La possibilità di accedere ad altre 13 settimane di cigs gratuita, per quelle aziende che avessero esaurito tutti gli ammortizzatori ma che ne avessero la necessità, prevede comunque l’impegno da parte dell’impresa che accede al beneficio di rispettare il blocco dei licenziamenti. Le 13 settimane si possono richiedere entro il 13 dicembre prossimo.

Sblocco dei licenziamenti, domani il vertice con i sindacati

Si terrà domani alle 15 , a quanto si apprende, l’incontro tra il premier, Mario Draghi e i leader di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri: sul tavolo la mediazione politica raggiunta stasera nel corso della Cabina di Regia di palazzo Chigi sullo sblocco selettivo dei licenziamenti. “La discussione è andata nella direzione giusta: aumentare gli strumenti di protezione e rendere meno traumatico il superamento del blocco dei licenziamenti, offrendo strumenti alle imprese e ai lavoratori per gestire le crisiha detto il ministro del lavoro, Andrea Orlando, lasciando palazzo Chigi. “È importante anche che le misure saranno sottoposte al confronto con le parti sociali”, conclude.

“Oggi abbiamo deciso, dentro un ragionamento di dialogo sociale, di porre fine al blocco dei licenziamenti pur con una serie di eccezioni rispetto ai settori in crisi”, ha detto il ministro per la Pa Renato Brunetta rispetto alla cabina di regia in collegamento online a un evento del Circolo Esperia. “Anche questo è un elemento su cui c’è stata tanta discussione – ha aggiunto Brunetta – ma che denota la nostra volontà di tornare al mercato, a far funzionare il mercato, difendendo i settori più in crisi ma di far tornare il Paese alla fisiologia”.

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