Porro asfalta i 5Stelle: «Pensano solo alle loro poltrone». Giorgia Meloni: «Bravo Nicola»

giovedì 17 Giugno 12:26 - di Redazione
Porro

Conte e Di Maio? «Sono un algoritmo di Google, fate la vostra richiesta e vi arriva la risposta migliore per le vostre esigenze». Ci va giù duro Nicola Porro contro la coppia al comando nei 5Stelle. Tanto da meritare l’endorsement via Twitter di Giorgia Meloni. «Bravo Porro che mette in luce le evidenti e clamorose giravolte grilline», ha infatti “cinguettato” la leader dei Fratelli d’Italia. In effetti, il conduttore di Quarta Repubblica, trasmissione approfondimento di Rete4, davvero non ha lesinato critiche ai grillini. Certo, lo ha fatto sul suo blog (come fece con Saviano) e non in trasmissione. Ma non per questo passerà inosservato, anzi. Ma è proprio per questo che, almeno per il momento, difficilmente al telespettatore capiterà di incrociare un pentastellato nel suo salotto.

Porro: «Conte e Di Maio sono un algoritmo di Google»

Comunque sia, i 5Stelle hanno pienamente meritato lo sfogo del conduttore, per quanto duro possa apparire. Inchiodandoli alla loro incoerenza, Porro ha detto solo la verità. In misura rude e cruda, certo, ma incontestabile. «Hanno solo il pensiero della loro caz** di poltrona, della loro presenza in Parlamento. E rinnegano non la loro madre, ma tutti i loro principi per rimanere là dentro». Una fotografia, più che un’opinione. Di esempi di idee rimangiate Porro potrebbe farne a iosa. A cominciare dalla regola del doppio mandato elettorale, un tempo prova regina della loro diversità rispetto alla Casta, e ora fastidioso ingombro sulla via della rielezione.

«Dai grillini solo capriole»

Ma più ancora del doppio mandato può la capriola grillina sulle loro relazioni internazionali. E Porro non manca di rigirare il dito nella piaga. «Rinnegano anche il fatto che il 24 marzo del 2020 Di Maio ringraziò la Cina per il sostegno che ci diede», ha sottolineato. E proprio in riferimento ai ringraziamenti di Di Maio, Porro ha ricordato di che tipo di Paese si tratta: «Mandavamo le mascherine alla Cina, che è il Paese dove è nato il virus e dove anche Joe Biden sta indagando sulle origini del Covid. La Cina che non ci ha comunicato in tempo i suoi malati a novembre 2019. E quello ringrazia la Cina». Come dargli torto…

 

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