Mottarone, diffida alla Rai ed esposto al Garante dell’Infanzia per la pubblicazione del video

giovedì 17 Giugno 18:18 - di Paolo Lami
MOTTARONE_FUNIVIA

Una diffida alla Rai, che ha trasmesso il video terribile della funivia del Mottarone mentre precipita a valle dopo la rottura del cavo portando con sé tutti i passeggeri, ed un esposto al Garante dell’Infanzia affinchè intervenga formalmente per richiamare i media alla doverosa tutela del piccolo Eitan, unico sopravvissuto alla tragedia che gli ha portato via la mamma, il papà e il fratellino, oltre al bisnonno e a sua moglie.

I legali che assistono i parenti del bimbo stanno preparando le carte per chiamare in causa la Rai da un lato e per proteggere il piccolo da quello che appare come un gesto sconsiderato e inutile ma, al contempo, grave, cioè la pubblicazione del video che si conclude con la morte in diretta di quasi tutti i passeggeri della funivia del Mottarone.

”Ho visto il video e mi sono indignato, è una cosa vergognosa”, sbotta Franz Sarno legale che difende alcuni familiari di Tal Peleg, la mamma del piccolo Eitan sopravvissuto alla tragedia della funivia del Mottarone, tra cui il nonno.

Questo non è giornalismo è solo alimentare la più bieca curiosità morbosa”, aggiunge l’avvocato sottolineando: ”Ieri ho immediatamente scritto una mail piuttosto dura al procuratore di Verbania Olimpia Bossi e al sostituto Laura Carrera e devo dire che sono state molto corrette e mi hanno subito risposto”.

Non è diritto di cronaca, non è utile, non serve per informare le persone, serve solo per alimentare un desiderio pettegolo, come quello di chi si ferma per osservare un incidente”, prosegue l’avvocato Sarno che poi annuncia: ”Sto preparando una diffida da mandare alla Rai e a tutte gli altri organi televisivi che hanno pubblicato il filmato per diffidarli dal farlo ancora perché immagino quale sia il dolore terribile e agghiacciante di chi ha perduto i propri cari e vede gli ultimi momenti”.

”Inoltre – osserva ancora il legale – alla dottoressa Bossi ho sottolineato che quegli atti erano sotto sequestro e quindi non possono essere utilizzati fintanto che non c’è un’udienza preliminare. Non si capisce, quindi, perché io avvocato non avevo l’accesso agli atti e invece i media li avevano già in mano”.

Ma nel contenzioso sta per entrare, di nuovo, anche il Garante per l’Infanzia che già si era espresso sulla vicenda.

“Sto preparando una richiesta formale alla Garante per l’infanzia e l’adolescenza perché possa intervenire, sensibilizzare gli organi di stampa rispetto al pregiudizio che la diffusione di queste immagini arrecano all’unico sopravvissuto della tragedia che, per di più, è un bambino“, annuncia all’Adnkronos l’avvocato Marzia Ghigliazza, legale di parte civile dei parenti della mamma di Eitan – la nonna e altri cinque familiari – e altresì legale per tutto il ramo materno per la parte relativa alla cura e all’accudimento del bimbo, unico sopravvissuto alla strage della funivia del Mottarone.

“Un bambino nella sua fase post traumatica: nessuno sa cosa ricordi e cosa sappia di ciò che ha vissuto”, sottolinea l’avvocato spiegando che con la diffusione del video rischia di ritrovarsi tutto davanti agli occhi “con quell’impatto visivo inutile, che non serve a nulla se non arrecare più dolore e pregiudizio“.
“E’ devastante – conclude l’avvocato GhigliazzaChiediamo al garante di intervenire a tutela precipua del bambino“.

Peraltro già una ventina di giorni fa, il 31 maggio scorso, la Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, Carla Garlatti, era intervenuta chiedendo più attenzione da parte dei media per evitare che l’attenzione suscitata da quanto accaduto «finisca per diventare, in nome di un sentimento pietoso, una forma di sfruttamento».

«Vanno usate maggiore attenzione e sensibilità nella diffusione di immagini, notizie e dichiarazioni, tenendo a mente i principi della Carta di Treviso dettati a tutela dei minori – spiega il Garante, aggiungendo che «quando capitano tragedie come queste non vanno alimentati fenomeni di sovraesposizione, spettacolarizzazione e strumentalizzazione»

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