Migranti, ancora sbarchi: in 65 a Crotone. E sulla rotta balcanica arrivi raddoppiati in un anno

sabato 26 Giugno 16:39 - di Gigliola Bardi
migranti rotta balcanica

Continua l’assalto all’Italia: questa mattina altri 65 migranti sono sbarcati nel porto di Crotone. Si tratta di siriani, iracheni, iraniani. Fra loro 14, messo piede a terra, hanno tentato la fuga. Dopo l’identificazione e lo screening sanitario, è iniziato il trasferimento nell’hub regionale di Isola Capo Rizzuto, mentre le Fiamme Gialle svolgono accertamenti per individuare gli scafisti. Dunque, si confermano le prospettive di un luglio estremamente critico sul fronte degli sbarchi. Ma non c’è solo la rotta del Mediterraneo. Ad riaccendere con forza i riflettori sui traffici di esseri umani anche sulla rotta balcanica è, ora, il rinnovo degli accordi con la Turchia di Erdogan. Traffici che non si sono mai sopiti, e, anzi, nell’ultimo anno si sono intensificati.

Sulla rotta balcanica il doppio di migranti in un anno

Secondo i dati di Frontex, riportati da La Verità, che prende spunto dal fermo a Venezia di un trafficante di droga in odore di jihadismo, dall’inizio dell’anno fino ad aprile sono passati dalla rotta balcanica 11.606 migranti. L’aumento rispetto al 2020 è stato del 93%. «Se esaminiamo i dati pubblicati da Eurostat sulle domande di asilo presentate nella Ue nel 2018 e nel 2019, vediamo che tra le prime dieci nazionalità il 32,72% dei richiedenti asilo proviene dall’Afghanistan, il 25,91% dal Pakistan, l’8,03% dalla Siria, il 6,56% dall’Iraq e infine il 4,61% dall’Iran. Si tratta delle stesse nazionalità che troviamo in assoluta prevalenza lungo appunto la rotta balcanica che si conferma dunque una delle principali vie di fuga dei rifugiati a livello internazionale», ha spiegato Gianfranco Schiavone, presidente del Consorzio italiano di solidarietà, in una recente intervista ricordata dal quotidiano diretto da Maurizio Belpietro.

Meloni: «Incomprensibile soddisfazione di Draghi»

È dunque in questo contesto che si inserisce quell’accordo definito da Giorgia Meloni «un clamoroso fallimento del nostro governo», aggiungendo che risulta «incomprensibile la soddisfazione di Draghi. Al rinnovo dell’accordo con la Turchia e allo stanziamento di altri 3 miliardi di euro da versare ad Ankara corrisponde, infatti, il nulla totale sul fronte del Mediterraneo centrale. Risultato: l’Europa abbandona l’Italia al suo destino».

L’accordo con la Turchia

Lo stesso accordo con la Turchia, poi, come sottolineato dall’europarlamentare e coordinatore della Lega in Fvg, Marco Dreosto, citato da La Verità, non incide sul fatto che «gran parte dei migranti sono già adesso lungo la rotta. Solo in Bosnia al confine con la Croazia ce ne sono tra i 6mila e gli 8mila. Erdogan non potrà certo fermare queste persone». «Le organizzazioni criminali hanno capito che la via balcanica è un’alternativa a quella mediterranea, e la sfruttano», ha detto ancora Dreosto, secondo il quale «affidarsi soltanto alla Turchia non risolve il problema», che invece richiederebbe una visione da parte dell’Ue ben più strategica del limitarsi a rinnovare accordi con Erdogan, a un caro prezzo che oscilla tra i 3 dei 5,7 miliardi.

 

 

 

 

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