M5S, processo a Grillo: “Quanti errori Beppe, troppe sbandate”. La scissione è alle porte

sabato 26 Giugno 19:15 - di Ginevra Sorrentino
M5S Grillo

Nel M5S al redde rationem, ci si guarda con sospetto. Con curiosità. Con diffidenza o con complicità. Ma, soprattutto, tra i grillini oggi ci si guarda per cercare di capire cosa fare. E da che parte stare. La partita è ancora lunga, ma «rispetto a ieri sembra esserci qualche schiarita in più» apprende l’Adnkronos da fonti del Movimento 5 Stelle. Una sintesi che, a metà tra l’analisi politica e la meteorologia, dopo lo strappo tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte sul nuovo statuto del M5S, scorgono un piccolo, piccolissimo spiraglio nella trattativa che vede protagonisti il garante e l’ex presidente del Consiglio. Un susseguirsi di rumors e di suggestioni, in questo delirio che avvolge nella nube del caos la galassia pentastellata, che però non trovano riscontro in ambienti vicini a Conte: per ora non si registrano novità o passi avanti, spiega qualcuno all’agenzia di stampa. In buona sostanza, l’avvocato di Volturara Appula, deluso dalle parole del comico genovese, sarebbe intenzionato a confermare il suo addio alla leadership del Movimento.

M5S, Grillo sotto processo. La riconciliazione con Conte è lontana

La prossima settimana Conte uscirà dal riserbo in cui si è rinchiuso a doppia mandata. E spiegherà le sue ragioni in una conferenza stampa, probabilmente già lunedì. Intanto l’attività dei pontieri, dice chi gli è vicino, prosegue senza sosta: tentativi quasi disperati, che potrebbero concludersi con un nulla di fatto. Il senatore pugliese Mario Turco, ex sottosegretario a Palazzo Chigi e uno dei parlamentari più vicini a Conte, spera ancora nel dialogo e non ne fa mistero: «Ci sono interlocuzioni in atto, auspico che nelle prossime ore, entro la settimana prossima, si chiuda la trattativa».

M5S, i “contiani”: pieni poteri a Conte e no restyling di facciata

E ancora. «Confido in un avvicinamento agli obiettivi da parte di Conte e da parte di Grillo», dice Turco all’Adnkronos. Ma l’ex premier pretende come “conditio sine qua non” e ampi poteri da capo politico. «Conte ha fatto una proposta», prosegue Turco, «e su quella proposta c’è una discussione. Questi obiettivi devono comportare cambiamenti radicali rispetto al passato. Altrimenti è solo un restyling di facciata».

M5S, processo a Grillo

Ma intanto, nei conciliaboli di queste ore all’interno delle truppe parlamentari “contiane” è già partito il processo a Grillo, additato come colpevole dello stallo dai fedelissimi dell’ex premier. «Beppe ha inanellato una serie clamorosa di errori, ed è il pensiero di molto qui a Palazzo Madama», si sfoga una senatrice. Che poi aggiunge: «Da Draghi “grillino” alla scelta di Cingolani come ministro della Transizione ecologica, passando per quel video in difesa del figlio Ciro, le sbandate di Beppe ormai cominciano a essere troppe…». Tanto che, si vocifera addirittura di un documento, che diversi gruppi di “portavoce” locali starebbero preparando, con lo scopo di manifestare nei confronti dell'”Elevato” delusione e sconcerto per la situazione venutasi a creare.

Sullo sfondo resta l’ipotesi di un partito di Conte

Non solo. Mentre i grillini provano a riprendersi dalla sgomento, sullo sfondo resta l’ipotesi di un partito di Conte, qualora la frattura con Grillo fosse destinata a non ricomporsi più. «È chiaro – ragiona la stessa “gola profonda” di Palazzo Madama – che molti di noi sceglierebbero di andare con Giuseppe». Insomma, il rischio scissione è molto concreto. Anche perché l’ex premier rimane un punto di riferimento attrattivo. Lo conferma il sondaggista di Emg Acqua Fabrizio Masia, che all’Adnkronos ha spiegato: «Può ridimensionare fortemente il consenso del M5S portandolo sotto il 10%, e di molto. E potrebbe diventare la quarta forza politica del paese dopo Lega, Fratelli d’Italia e Pd». E addirittura, si spinge oltre Masia, Conte potrebbe addirittura erodere consensi e ridimensionare anche il Pd…

M5S, Grillo nel mirino dei grillini e Di Maio “pompiere”

Sta di fatto che, a parte l’aleatorietà delle previsioni sul futuro, è certo al momento che una eventuale scissione rappresenterebbe il colpo di grazia per il M5S. Uno scenario da “disaster movie” che i maggiorenti del Movimento vogliono a tutti i costi evitare. Sotto questa luce vanno lette le parole del ministro degli Esteri ed ex capo politico Luigi Di Maio, che oggi ancora una volta ha fatto un ecumenico appello all’unità. «Il Movimento 5 Stelle – ha twittato il capo della Farnesina – è una splendida comunità. Insieme abbiamo affrontato diverse fasi, anche le più difficili e complicate. Mettiamocela tutta». Basterà?

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