Letta affossa il Pd, il crollo nei sondaggi scuote Draghi. Tensione a Palazzo Chigi: il retroscena

sabato 5 Giugno 12:59 - di Federica Argento
Pd, Letta, Draghi

Il Partito democratico non se la passa bene. Il segretario Enrico Letta è in molta difficoltà, i sondaggi sono sanguinosi. Il M5S è un’incognita. E anche il governo Draghi non si sente tanto bene. A Palazzo Chigi sono preoccupati, si legge in un retroscena su Italia Oggi. Due motivi di apprensione  per il premier Draghi. Da un lato il superamento accertato di FdI sul Pd, sondaggio dopo sondaggio, ultimo quello mostrato a Porta a Porta. Il  Pd che è uno dei punti fermi dell’esecutivo, rimane fermo al 18%. Non cresce né quando  Letta sposta il baricentro del partito a sinistra e  perde i voti moderati. E non cresce neanche se rimane al centro: perché non prende i voti della sinistra. Come fa sbaglia. Ogni sortita provoca uno sbandamento interno al Pd. E a Palazzo Chigi si risentono

Letta da sbandare il Pd, Draghi seccato

Un partito in crisi di identità, con un segretario forse più in crisi del partitto stesso. Volteggiando tra ius soli e patrimoniale non esce dal vicolo cieco. I numeri dei sondaggi sono impietosi. Letta è riuscito nell’intento di superare Zingaretti nel grado di difficoltà in cui si trovò l’ex segretario prima dell’addio burrascoso. Infatti sulla situazione del partito è intervenuto l’ex segretario:  “Io penso che è un momento molto difficile e questo partito sta lottando in una situazione politica complessa. Per quanto posso io, aiuto Enrico a portare avanti questa battaglia”.  Come analizza Italia Oggi, il momentaccio del Pd mette in grossa difficoltà Draghi.

La maggioranza di Draghi non dà segni di stabilità

E c’è anche un secondo motivo di apprensione. Lo sfaldamento del M5S, altro azionista si maggioranza con cui Draghi deva fare i conti. Con un progetto Conte che è ancora lontano dal decollare con una sua fisionomia precisa. Anche a Palazzo Chigi stanno vivendo con una certa preoccupazione la crisi dei due partiti.  “Da un lato per via degli sbandamenti di linea politica del segretario dem sempre troppo poco allineata al governo- si legge -;  dall’altro per la perdita di peso del Partito democratico all’interno della coalizione. Che sommata alla totale inconsistenza politica dei 5 Stelle non fanno altro che spostare l’asse dell’esecutivo verso destra”, scrive Italia Oggi. 

Faide interne al Pd

La maggioranza eterogenea che sostiene Letta sta mostrando il passo. Tra l’altro i segnali dall’interno del Pd sono sempre più inquietanti. Le varie anime sono in fibrillazione. Franceschini tace, Bettini e i suoi appoggiano  i referendum dei radicali e della Lega. Base Riformista guidata da Guerini non nasconde di non  approvare molte  mosse del segretario Letta. La resa dei conti – analizza il quotidiano- potrebbe essere rappresentata dall’appuntamento  con le comunali: “la deadline sarà Roma Capitale. Se non ci sarà la reconquista per la segreteria di Enrico Letta saranno dolori”.

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